Kiska conferma: fonderò un nuovo partito, dobbiamo vincere le elezioni

Il presidente Andrej Kiska, il cui mandato scadrà il 16 giugno, ha annunciato questa mattina con un video che nel giro di pochi mesi darà vita a un nuovo partito politico. «La Slovacchia vuole il cambiamento, abbiamo vinto le elezioni presidenziali, ora dobbiamo vincere le elezioni generali, ecco perché organizzerò un partito politico, voglio unire persone decenti e disponibili e cambiare il nostro paese per il meglio», ha detto Kiska nel filmato. Informazioni più dettagliate sul suo progetto saranno tuttavia diffuse soltanto dal 17 giugno, dopo la conclusione del suo incarico da capo dello Stato, allo scopo di mantenere la sua integrità come presidente imparziale, ha dichiarato.

Il video si accompagna anche al lancio della campagna “Je nás viac” (Siamo di più), che fa uso dell’hashtag #jenasviac e di un sito https://jenasviac.sk/ che per il momento presenta soltanto una grande foto di Kiska in camicia bianca e il video summenzionato, un campo per inserire la propria email ove ricevere informazioni e un countdown che al momento segna -74 giorni e 23 ore. Il sito e la campagna partiranno dunque dopo aver passato il testimone al Palazzo presidenziale. Tuttavia, un osservatore appena un po’ attento troverebbe poco corretto e “imparziale” l’utilizzo, per il proprio lancio in politica, dei canali ufficiali usati durante la sua presidenza – la pagina Facebook, il canale YouTube e il profilo Twitter. Ma naturalmente questo è un altro discorso.

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Nella campagna per le elezioni presidenziali che si è conclusa pochi giorni fa, Kiska aveva sostenuto la vincente Zuzana Čaputová, che è stata tra i fondatori del partito Progresivne Slovensko, nato appena due anni fa. Il prossimo appuntamento elettorale sarà per le parlamentari del marzo 2020, sempre che l’attuale coalizione di governo riesca a tirare avanti per un altro anno malgrado diversi diverbi interni, altrimenti si potrebbe arrivare a votare questo autunno.

Del progetto del presidente si parlava da tempo, anche se lui aveva sempre negato questa ambizione. Kiska è stato, per tutto il corso dei cinque anni di mandato, il politico più popolare in Slovacchia, quello considerato più affidabile dalla gente. E questo nonostante un curriculum non proprio immacolato e diversi passi falsi, come quello sul finanziamento della sua campagna che secondo certe informazioni potrebbe anche portarlo a un’incriminazione una volta scaduta la sua immunità presidenziale. Un sondaggio AKO realizzato a fine marzo per conto del canale tv allnews TA3 darebbe al presidente un potenziale di fuoco importante: un elettore su dieci voterebbe certamente per Kiska, e altri tre lo farebbero con qualche probabilità. Insomma, circa il 40% degli slovacchi aventi diritto sarebbe tentata di votare per il nuovo partito di Kiska.

Tra i commenti pervenuti dopo la pubblicazione dell’annuncio c’è da registrare quello del premier Pellegrini del partito Smer-SD: Kiska lavora dal martedì al giovedì, ma la politica è un lavoro duro, ha detto. «Non so come il presidente voglia gestire questo aspetto, considerando che il suo programma settimanale dura tra martedì e giovedì, e quanto egli sia legato alla sua città natale [Poprad] e alla famiglia. Non so se sappia che cambio di vita sarebbe diventare capo di un partito e forse anche primo ministro», ha detto Peter Pellegrini, ammettendo che comunque ognuno ha diritto di rincorrere i propri sogni.

Quest’ultima osservazione è stata fatta anche dal capo del Parlamento e del Partito nazionale slovacco (SNS) Andrej Danko, dicendo tuttavia di meravigliarsi che «abbia deciso di entrare in campo in una battaglia così dura, diversa dall’essere al palazzo presidenziale».

Il ministro dell’Ambiente László Sólymos, vice presidente del partito di governo Most-Hid, ha dichiarato che una nuova formazione creata da Kiska andrebbe certamente a «rimescolare le carte», non solo per Most-Hid «ma per tutti», anche se è una cosa insolita per la Slovacchia vedere un presidente entrare nella mischia politica dei partiti. In ogni caso, Sólymos dice che «Kiska ha un potenziale politico, poiché è presidente da cinque anni, ma va notato che il posto di presidente è diametralmente diverso dall’entrare in politica come presidente di un partito».

(La Redazione)


Foto prezident.sk

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