Parlamento UE: la Slovacchia ancora carente nello stato di diritto

Il Parlamento europeo ha adottato la scorsa settimana una risoluzione sulla situazione a Malta e in Slovacchia dopo gli omicidi dei giornalisti investigativi Daphne Caruana Galizia e Ján Kuciak. Nel documento si cita il rammarico dei deputati per le gravi carenze dello stato di diritto nei due paesi, e si segnalano le crescenti minacce ai giornalisti in tutta l’Unione europea. Nella risoluzione si chiede un’indagine rapida e completa di tutte le indicazioni di reato, in particolare per quanto attiene a corruzione, crimini finanziarii, riciclaggio di denaro, frodi fiscali e informazioni trapelate dai dossier riportate dai giornalisti assassinati. Il Parlamento europeo raccomanda dunque a Valletta e Bratislava di cooperare pienamente con Europol, che, dice, dovrebbe avere accesso illimitato ai relativi fascicoli di indagine.

Undici dei tredici parlamentari slovacchi hanno votato a favore della risoluzione, uno era assente e uno si è astenuto. Il testo riporta che nel caso della Slovacchia l’inchiesta sugli omicidi del giornalista Kuciak e della fidanzata Kušnírová ha portato alla luce presunti piani per l’omicidio dei pubblici ministeri Peter Šufliarsky e Maroš Žilinka e dell’avvocato ed ex deputato Daniel Lipšic. Nella risoluzione i parlamentari hanno sottolineato che monitoreranno ulteriori sviluppi, notando come le pressioni del gruppo di monitoraggio del Parlamento europeo sullo stato di diritto e la cooperazione europea hanno prodotto dei risultati. La cooperazione con Europol ha permesso alle autorità slovacche di arrestare i sospettati nell’omicidio di Ján Kuciak e Martina Kušnírová, ha affermato l’eurodeputata olandese Sophie in ‘t Veld, presidente del gruppo di monitoraggio.

Subito dopo il crimine, all’inizio di marzo 2018 si recò in Slovacchia una delegazione speciale dell’Europarlamento per verificare lo stato delle cose e chiedere che l’indagine sugli omicidi fosse fatta da una squadra investigativa comune con Europol, allo scopo, tra le altre cose, di riacquistare la fiducia  dei cittadini slovacchi nella polizia e in altre istituzioni dello Stato. Allora, i rappresentanti del Parlamento europeo constatarono che la gente non si fidava della polizia e di altre istituzioni dello Stato, e sottolinearono la necessità di esaminare nel dettaglio le affermazioni del giornalista Kuciak sui legami tra persone vicine al governo e legate alla criminalità organizzata, come egli stesso aveva scritto nell’ultimo articolo pubblicato solo dopo la sua morte, e sulla gestione del Fondo terriero slovacco e il modo in cui vengono affittati i terreni per l’assegnazione di fondi dell’UE e sussidi per l’agricoltura. Kuciak aveva scritto di contributi milionari incassati da persone sospettate di legami con la ‘ndrangheta italiana. Il Parlamento europeo aveva continuato a seguire la questione anche nei mesi successivi, interessando pure l’Autorità antifrode dell’UE per le presunte frodi nei sussidi agricoli.

In settembre membri del Parlamento europeo si sono recati di nuovo in Slovacchia per una seconda visita, nel corso della quale, a fronte di un chiaro e forte impegno per indagare sull’omicidio, hanno notato anche cose che preoccupano, come segnali di corruzione, mancanza di un approccio proattivo per indagare i casi di corruzione, persone che sono state costrette a dimettersi da incarichi e che poi vengono spostate su altre poltrone (accenno non casuale all’ex capo della polizia e i suoi bracci destri) e anche lo scandaloso rapimento di un cittadino vietnamita e l’apertura in Slovacchia di un circolo dei motociclisti filo-Putin russi “Lupi notte”. In diversi di questi casi compare sempre, diceva Sophie in ‘t Veld, citando principalmente fonti media e dell’opposizione, il nome dell’ex ministro degli interni Robert Kalinak (Smer-SD): «La corruzione si verifica in ogni paese, ma il coinvolgimento di un ministro è estremamente preoccupante», disse Veld in una conferenza stampa a Bratislava.

Dopo l’arresto di quattro persone a fine settembre, coloro che avrebbero organizzato nella pratica il doppio assassinio, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani si disse soddisfatto dei progressi nell’indagine e di essere «molto lieto che le autorità slovacche, che io sto pungolando da molto tempo per portare avanti le indagini, conoscano già i nomi degli assassini e del committente» del delitto.

Il Parlamento europeo ha poi omaggiato il giornalista slovacco Ján Kuciak, con il conferimento del premio per “Giornalisti, informatori e difensori del diritto all’informazione”, una iniziativa dal gruppo parlamentare europeo della Sinistra unitaria europea / Sinistra verde nordica (GUE/NGL) per l’impegno di Kuciak nello scoprire frodi fiscali e legami tra personalità del mondo degli affari e della ‘ndrangheta calabrese con politici slovacchi. Nel gennaio di quest’anno, la presidenza del Parlamento europeo a Strasburgo ha deciso di intitolare al giornalista slovacco un programma di tirocini per giornalisti investigativi, su proposta del deputato slovacco Ivan Štefanec (EPP / KDH), capo della delegazione slovacca al Partito popolare europeo.

(Red)

Foto EU2017EE cc by
Peter Tkáč cc by sa

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