La vittoria di Čaputová preoccupa i leader del gruppo di Visegrad

Alcuni politici cechi hanno espresso preoccupazione per l’unità del Gruppo di Visegrad dopo la vittoria Zuzana Čaputová nelle elezioni presidenziali in Slovacchia. Il presidente della Repubblica Ceca, Milos Zeman, si augura che le relazioni bilaterali e la cooperazione all’interno del V4 rimarranno invariate. Durante la campagna elettorale, Zeman ha sostenuto il rivale di Čaputová, il vice presidente della Commissione europea Maroš Šefčovič, che dal suo punto di vista avrebbe garantito una stretta cooperazione nel gruppo di Visegrad. «Il V4 è importante per difendere i nostri interessi nella UE ed è uno strumento che dobbiamo proteggere», ha dichiarato Martin Kupka, vice presidente del Partito Democratico Civico (ODS).

La vittoria Zuzana Čaputová e la chiara sconfitta di sovranisti, euroscettici, la politica anti-immigrazione e quella di estrema destra può essere considerato un segno di inversione di tendenza nei paesi centro-orientali dell’UE. Un segnale di avvertimento in vista delle elezioni europee di maggio e delle elezioni politiche di ottobre in Polonia. Nel paese più grande del raggruppamento Visegrad, per la prima volta nei sondaggi, la coalizione filo-europea polacca ispirata da Donald Tusk, ex ministro liberale che è attualmente presidente del Consiglio europeo, ha superato i sovranisti del PiS al governo di Jaroslaw Kaczynski. E il PiS ha lanciato una campagna aggressiva contro i “nuovi nemici della nazione”, omosessuali, migranti, sinistra e formazioni politiche pro UE.

Le opposizioni in Polonia o anche in Ungheria potrebbero considerare la vittoria di Zuzana Čaputová come elemento di ispirazione per il cambiamento delle loro società, ma secondo alcuni analisti politici è improbabile che la piccola Slovacchia possa esercitare un’influenza “diretta” su altri paesi, più grandi, del gruppo di Visegrad. La vera rivoluzione non è tanto la capacità di influenzare la vita politica all’interno del gruppo V4, ma in Slovacchia, dove per la prima volta una donna senza esperienza politica ha conquistato una larga parte dell’opinione pubblica ed è riuscita a conquistare la presidenza.

L’arma principale di Čaputová è il dialogo, combinato con un forte senso di giustizia e rispetto per le persone. «Voglio parlare con tutti in Europa, voglio una Slovacchia europea», ha detto la ‘presidenta’, che dice che «il populismo e il sovranismo sono forti», e non solo nel Gruppo di Visegrad «perché le persone sono deluso». «I partiti democratic, ha aggiunto, dovrebbero essere capaci di sentire la rabbia e la delusione dei cittadini e fornire loro risposte democratiche e filo-europee come alternativa alle ricette facili e illusorie» di populisti e sovranisti.

Il nuovo presidente della Slovacchia chiede al suo partito, Progresivné Slovensko, risposte nuove, sincere e convincenti. «È facile, come dicono i populisti e gli euroscettici, dire semplicemente no all’Europa; i democratici europei devono offrire nuove risposte, idee e nuovi contratti sociali di fiducia con i cittadini, per rilanciare l’Europa come progetto comune». Čaputová è convinta che nel gruppo di Visegrad, così come nei paesi dell’Europa centrale e in tutta l’Unione europea, i politici con responsabilità di governo dovrebbero cercare di meglio comprendere e gestire il paese “reale”. E per questo dobbiamo parlare sempre di più con gli intellettuali dissenzienti, le voci critiche, i media, le organizzazioni non governative, con tutte le voci della società civile che mantengono viva la democrazia.

Čaputová rompe il fronte di Visegrad e mira a diventare il “volto umano” dell’Europa orientale, in alternativa all’estrema destra di Viktor Orban, che guida il fronte sovranista dell’Unione europea. «La mia presidenza avrà un chiaro orientamento pro-europeo», ha detto dopo aver vinto le elezioni presidenziali.

La sua prima visita ufficiale da capo dello Stato sarà nella Repubblica Ceca, la nazione “sorella” che ha espresso preoccupazione per la sua elezione a presidente della Repubblica. Il dialogo europeo, per Zuzana Čaputová, parte da lì.

(Fonte Buenos días Eslovaquia)

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