Marián Kočner, confermato il carcere duro in isolamento

Marián Kočner, attualmente in custodia cautelare per il caso di presunta contraffazione di cambiali per 69 milioni di euro, di recente incriminato anche come sospetto committente dell’omicidio del giornalista Ján Kuciak e della sua fidanzata, e negli ultimi giorni pure di possesso illegale di armi, resterà nel carcere di Leopoldov (regione Trnava) dove si trova in regime di isolamento. Lo ha deciso lunedì il giudice dell’udienza preliminare della Corte penale specializzata (STS) a Pezinok, rigettando la richiesta di detenzione domiciliare.

Il 27 marzo per Kočner e Tomáš Szabo, quest’ultimo accusato di essere il sicario entrato il 21 febbraio 2018 nella casa di Veľká Mača di Ján Kuciak con una pistola calibro 9 e aver freddato il giornalista insieme alla sua ragazza Martina Kušnírová, è stata emessa anche l’accusa di possesso illegale e commercio di armi, un reato che prevede da uno a cinque anni di reclusione. Nelle case di entrambi la polizia, durante le perquisizioni domiciliari, ha sequestrato armi e munizioni possedute illegalmente. Nella casa di Szabo a Kolárovo, dove unità speciali Lynx hanno fatto irruzione a fine settembre per arrestare l’uomo, è stato trovato in un cassetto un vero e proprio arsenale con diverse armi da fuoco corte tra pistole, una mitraglietta Skorpion e un fucile a canne mozze, oltre a numerosi caricatori e confezioni di munizioni per ognuna delle armi possedute. Non si sarebbe trovata, tuttavia, l’arma che Szabo avrebbe usato per uccidere Ján e Martina.

Sempre riguardo a Kočner, la settimana passata sono arrivate novità anche dalle sue “amicizie”: il primo sostituto procuratore generale Peter Šufliarsky, con cui lo spregiudicato uomo d’affari aveva intrattenuto rapporti molto amichevoli nel 2017, salvo poi ordinarne l’omicidio, si è dimesso dal suo incarico, rimanendo comunque in magistratura a fare il procuratore. L’annuncio l’aveva dato venerdì 29 marzo il procuratore generale Jaromír Čižnár in una conferenza stampa tenuta dopo aver avuto un colloquio con il suo numero due. In precedenza, Igor Matovič, leader del partito di opposizione OLaNO, aveva pubblicato alcuni delle centinaia di SMS intercorsi tra Marian Kočner e il vice procuratore generalem chiedendone la rimozione dall’incarico. Sarebbero stati 430 i messaggi di testo scambiati tra i due nel 2017 nel giro di sei mesi (da gennaio a luglio), dai quali si ricava una relazione decisamente “pericolosa” per il magistrato, considerando che il curriculum di Kočner è noto in Slovacchia anche ai più sprovveduti, e un uomo della giustizia avrebbe dovuto senza alcun dubbio tenersi alla larga da un tale personaggio senza scrupoli, il cui nome peraltro appare nei famosi elenchi della mafia degli anni ’90. Secondo Matovič, Šufliarsky avrebbe coperto Marian Kočner fino all’omicidio di Kuciak, ma poi avrebbe fatto dietrofront. In seguito, Kočner avrebbe presumibilmente deciso di vedicarsi ordinandone l’eliminazione nel giugno 2018, poco prima di venire arrestato. Šufliarsky in conferenza stampa ha sottolineato che è stata sua la decisione di dimettersi da vice procuratore generale, e ha definito “un errore” lo scambio di messaggi con Kočner, scusandosi pubblicamente. Nei giorni precedenti aveva detto che era stato Kočner a cominciare l’invio di SMS, ai quali lui avrebbe soltanto “risposto educatamente”.

(Red)

Uverejnil používateľ Polícia Slovenskej republiky Streda 27. marca 2019

Foto FB/policiaslovakia

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