Zuzana Čaputová è la prima presidente donna della Slovacchia

La Slovacchia ha scelto una donna come presidente per la prima volta nella storia del Paese. Europeista, ambientalista e paladina della lotta contro la corruzione, l’avvocatessa Zuzana Čaputová, 45 anni, ha battuto nel ballottaggio di sabato il commissario Ue per l’Energia Maroš Šefčovič, 52 anni, che era sostenuto dal partito di governo Smer-SD. I cittadini, dunque, hanno scelto il cambiamento anziché la continuità: il nuovo capo dello Stato sarà infatti una donna, divorziata e madre di due figli, senza alcuna precedente esperienza in politica, il che incarna la distruzione di molti stereotipi. Per gli analisti potrebbe trattarsi di un avvertimento allo Smer-SD in vista delle elezioni europee di maggio e di quelle legislative del 2020.

Čaputová, che ha fatto della lotta alla corruzione il fulcro della sua campagna in un Paese segnato l’anno scorso dall’omicidio del giornalista d’inchiesta Jan Kuciak impegnato proprio nella stessa battaglia, ha ottenuto il 58,4% dei voti, contro il 41,6% del rivale Sefcovic. In questo Paese di 5,4 milioni di abitanti a maggioranza cattolica, la giurista è riuscita a raccogliere consensi anche nelle zone rurali più conservatrici nonostante le sue aperte prese di posizione a favore dell’aborto e dell’estensione dei diritti per le coppie gay. Non ha esitato a dire, per esempio, che un bambino “vivrà meglio con due persone dello stesso sesso che si amano” piuttosto che in un orfanotrofio. Molti, tuttavia, sottolineano che l’affluenza è stata debole, attestandosi al 41,79%.

Le prime parole pronunciate dopo la vittoria sono state un appello all’unità. “Cerchiamo quello che ci unisce, mettiamo la cooperazione al di sopra degli interessi personali”, ha affermato la presidente eletta, secondo cui l’esito elettorale dimostra “che è possibile non cedere al populismo” e “guadagnarsi la fiducia della gente senza ricorrere a un lessico aggressivo e ad attacchi personali”. Il suo insediamento alla presidenza avverrà con il giuramento del 15 giugno, alla scadenza del mandato di Andrej Kiska. In Slovacchia il capo dello Stato non governa, ma ratifica i trattati internazionali e nomina i più alti magistrati; è anche comandante in capo delle forze armate e dispone del diritto di veto. Il premier Peter Pellegrini, subito dopo la pubblicazione dei primi risultati, ha detto che spera in una “cooperazione costruttiva”.

Čaputová ha promesso impegno per una giustizia più efficace e indipendente, nonché protezione dell’ambiente, sostegno alle persone anziane e una riforma della giustizia che privi “procuratori e polizia di ogni influenza politica”. Nota per battaglie ambientali come quella condotta nella sua città natale di Pezinok, dove è riuscita a bloccare con successo il piano per una discarica, Zuzana Čaputová è fra le migliaia di manifestanti che l’anno scorso sono scesi in piazza scioccati dall’assassinio di Kuciak e della sua fidanzata, uccisi mentre il reporter si apprestava a pubblicare un articolo su presunti legami fra uomini politici slovacchi e la ’ndrangheta. Le massicce proteste ebbero un effetto sul governo del partito Smer-SD portando alle dimissioni del premier ministro Robert Fico, che resta tuttavia capo dello Smer-SD e alleato dell’attuale premier Pellegrini. Finora sono stati effettuati cinque arresti, fra cui il presunto mandante dell’omicidio, un multimilionario che avrebbe legami con il partito Smer-SD, e giovedì l’Europarlamento ha invitato la Slovacchia a portare avanti l’inchiesta.

(La Stampa cc by nc nd)

Foto FB/zcaputova

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