Approvato tetto età pensionabile a 64 anni, le future pensioni saranno del 17% inferiori

I partiti Smer e SNS e tre parlamentari di Most-Híd, più Sme rodina, ĽSNS e un gruppo di parlamentari indipendenti hanno approvato ieri un emendamento costituzionale che limita l’età pensionabile a 64 anni, slegandola dall’aspettativa media di vita. Le donne potranno andare in pensione prima, godendo di una riduzione in base al numero dei figli: sei mesi per un bambino, un anno per due, 18 mesi per tre o più figli. Una misura, dice il testo, inserita per facilitare lo sviluppo demografico del paese.

Sono stati 91 i voti a favore, appena uno in più del quorum necessario per modifiche alla Carta costituzionale. Il voto finale è stato posticipato più volte a causa della difficoltà incontrata dal partito del premier Smer-SD per garantire i 90 voti necessari. La misura entrerà in vigore dal 1° luglio di quest’anno. Il Parlamento ha così abolito la riforma fatta dal primo governo Robert Fico una decina di anni fa. Questo il testo modificato in Costituzione: «L’età richiesta per ottenere un adeguato sostegno finanziario in età avanzata non deve superare i 64 anni». Con lo stesso emendamento, i legislatori hanno anche inserito nella Carta una clausola che definisce il salario minimo. «Ogni dipendente ha diritto a una remunerazione non inferiore al salario minimo», aggiungendo che i dettagli relativi a una modifica legislativa del salario minimo saranno definiti dalla legge.

Secondo i critici, tra cui un certo numero di esperti della materia, questa modifica minerà la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche e taglia le future pensioni del 17% – un calcolo questo fatto dal Consiglio di governo per la responsabilità fiscale (RRZ), anch’esso tra i critici. Secondo RRZ, il debito pubblico (oggi di 44 miliardi di euro) aumenterebbe di 372 miliardi nei prossimi 50 anni. Oltre a questo, verrebbero aumentati di otto punti i prelievi sui salari, che per un lavoratore medio significherebbero 80 euro al mese, oppure si dovrebbe pensare ad alzare l’imposta sul reddito delle società di un 50%, o abolire tutti i benefici sociali. Secondo le critiche, il tetto all’età pensionabile taglierebbe il numero di lavoratori, che già mancano in diversi settori e professioni, e l’economia rallenterebbe del 9%, senza contare che le nuove pensioni sarebbero inferiori del 10%.

L’attuale sistema aumenterà l’età pensionabile a 64 anni intorno al 2030. Quindi è possibile che nei prossimi anni un parlamento di diversa costituzione potrebbe abolire il tetto e modificare di nuovo l’età minima per poter andare in pensione.

Dopo il voto, il sindacato KOVO si è detto soddisfatto dell’introduzione del tetto, per la cui approvazione avevano raccolto negli ultimi mesi 290 mila firme. Lo stesso ha fatto la Confederazione dei sindacati (KOZ SR), che ha espresso «gratitudine a quei legislatori che hanno votato per l’emendamento costituzionale e quindi migliorato la qualità della vita delle persone in pensione».

Dal partito Most-Hid, che aveva scelto di votare contro il provvedimento, e dunque differenziandosi dal resto della coalizione di governo di cui è parte, è arrivato un richiamo ai tre parlamentari “dissidenti”. Non è una misura giusta, ha detto il vice presidente del partito László Sólymos, creare «un fardello per i futuri governi» del paese. I partiti di opposizione  OLaNO e SaS sono convinti che i limiti dell’età pensionabile saranno dannosi per i pensionati delle generazioni future, e «tutti i legislatori che hanno votato per il disegno di legge lo sanno», ha dichiarato Jana Kiššová di SaS. Secondo lei, «Questo è vero e proprio populismo, quando i politici, preoccupati di perdere alle urne, creano problemi ai nostri bambini e ai loro figli: questa misura va contro la gente». L’ex ministro del Lavoro Ľubomír Galko (SaS) ha criticato il rischio di un «indebitamento brutale delle generazioni future fino a un possibile collasso dello Stato sotto forma di massimali delle pensioni».

In Slovacchia la “speranza di vita”, che è in crescita e al cui indice era legato attualmente l’aumento dell’età pensionabile, non è proprio tra le migliori in Europa. I 77 anni di aspettativa di vita degli slovacchi, media tra gli 81 delle donne e i 74 dei maschi, sono alla pari con Croazia ed Estonia, ma inferiori ai 78 della Polonia ai 79 della Repubblica Ceca e agli 81 della Slovenia, per non parlare di quelli superiori di tutti i paesi dell’Europa occidentale, a partire dalla vicina Austria (82). A questo dato si aggiunge poi la quantità di anni in buona salute degli slovacchi, che è tra le quattro più basse nell’Unione europea. Secondo gli ultimi risultati aggiornati le donne slovacche rimangono in buona salute fino a 55,1 anni in media, e gli uomini fino a 54,8 anni. La media UE è di 64 e 63, ma in alcuni paesi come Malta, Svezia e Norvegia si arriva a oltre 70 anni in salute.

(La Redazione)

Foto nrsr.sk

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