Un team slovacco ha creato un chatbot contro la disinformazione in rete

Sono molte le tattiche utilizzate nella disinformazione intenzionale: mescolare verità e menzogna, diffondere notizie false in contesti apparentemente logici, orientare l’opinione pubblica attraverso interpretazioni errate o distorte dei fatti, manipolare le fonti con un’attivitá di “ingegneria storica”, sollevare il dubbio o il sospetto. C’è chi inneggia al nuovo ordine mondiale e chi offre cure miracolose per il cancro, chi fomenta l’odio etnico o sociale ricorrendo alla vecchia teoria del “nemico esterno” o “interno”, sempre valida per occultare i problemi reali di un Paese.

Non è facile combattere l’informazione disonesta e comprendere se una notizia è stata manipolata in modo fuorviante. Le notizie false viaggiano velocemente in rete, soprattutto sui social networks, e spesso servono per demonizzare gli avversari politici e diffondere odio.

In Slovacchia gli utenti di Facebook sono 2,7 milioni. Più della metà degli Slovacchi crede nelle teorie del complotto, la percentuale più alta all’interno del Gruppo di Visegrad.

Difendersi dalla disinformazione deve essere possibile: questo è il principio ispiratore di Seesame, un think tank slovacco che ha creato un chatbot per aiutare gli utenti a scoprire le notizie false pubblicate su Facebook.

Il progetto Checkbot è stato avviato dalla società slovacca Touch4IT con il sostegno finanziario della Fondazione ESET, l’Ambasciata degli Stati Uniti in Slovacchia e la compagnia di servizi di telecomunicazioni Slovak Telekom, con l’appoggio delle Ambasciate del Canada e dei Paesi Bassi. Checkbot combina algoritmo informatico e intelligenza umana, utilizza un linguaggio facile e comprensibile anche da chi non ha molta dimestichezza con gli strumenti informatici o dagli anziani, che sono spesso vittime di disinformazione e truffe.

Il suo funzionamento è semplice: chi vuole verificare l’autenticità di una notizia può cliccare su Checkbot su Facebook o sul suo sito ufficiale. Checkbot chiede all’utente un link per controllare una determinata notizia e verifica innanzitutto se il sito web in cui è stata pubblicata compare nell’elenco di Konšpirátori.sk, che comprende i siti online utilizzati per diffondere notizie false e teorie cospirative. Poi il chatbot analizza il lessico e controlla se le immagini inserite nel testo sono state usate in altri contesti e di che tipo.

La collaborazione con l’utente è fondamentale per verificare chi è l’autore delle notizie, se cita almeno due fonti indipendenti, se riporta una tesi ma anche l’antitesi e se l’articolo sembra diffondere sentimenti di odio e paura. Se una notizia falsa viene largamente condivisa su Facebook, Checkbot è in grado di inviare notifiche agli utenti.

Il chatbot contro la disinformazione è un esperimento che i suoi creatori intendono implementare anche all’estero, in primo luogo nella Repubblica Ceca, dove esistono siti web di disinformazione utilizzati per le teorie del complotto.

Il progetto Checkbot è stato sostenuto anche dalla Open Society Foundation, l’organizzazione del controverso “filantropo” George Soros considerato da alcuni osservatori come l’emblema della nuova global class cosmopolita che mira a rendere il mondo un unico mercato globalizzato e senza confini in cui tutto diventa merce e l’individuo conta solo come “consumatore”.

E questo indubbiamente fa pensare…

(Paola Ferraris)

Foto khalid Albaih cc by nc sa

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