Governo: crisi irrisolta, ma per il momento si va avanti

Ieri i leader dei tre partiti che formano la coalizione di governo (Smer-SD, SNS e Most-Hid) e il primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD) hanno discusso in un incontro a porte chiuse delle questioni che hanno prodotto nelle ultime settimane tensioni all’interno della coalizione, e che hanno fatto dire allo stesso Pellegrini che se l’esecutivo non è in grado di andare avanti per il bene del paese si può ragionare di una chiusura anticipata del mandato. L’incontro è durato diverse ore, interrompendosi per una riunione dei gruppi parlamentari e ritornando a congiungersi più tardi.

Nella riunione ci si sarebbe confrontati su temi come la proposta del Partito nazionale slovacco (SNS) di abbassare le imposte sui redditi, senza peraltro parlarne prima con ministero delle Finanze, l’elezione dei candidati a giudice della Corte costituzionale, che è prevista per la prossima settimana ma sul cui svolgimento i partiti della coalizione non hanno raggiunto un accordo (il nodo è se sarà a scrutinio segreto o palese). Ma il punto che oggi sembra più critico è il rifiuto del partito SNS, che gestisce tra l’altro il ministero della Difesa, di andare avanti con la discussione di una proposta di accordo di cooperazione per la difesa con gli Stati Uniti. Un documento che ancora non sarebbe nemmeno stato scritto, ma che vede i nazionalisti compatti nel bloccare ogni ulteriore negoziazione, a costo di uscire dalla maggioranza. Una questione che aveva fatto salire i nervi tra gli alleati, dato che l’accordo consentirebbe di ottenere un contributo finanziario dagli americani di 105 milioni di dollari per l’ammodernamento degli aeroporti militari di Sliač (regione di Banska Bystrica) e Kuchyňa (regione di Bratislava). Quest’ultima posizione ha spinto il primo ministro Pellegrini a parlare della possibilità di convocare elezioni anticipate, un anno prima del prossimo appuntamento elettorale del marzo 2020.

Dopo la riunione, Pellegrini ha detto alla stampa che è stato escluso il rischio di una fine anticipata del governo, e che continueranno i colloqui tra le parti sulle questioni su cui c’è più dissenso. Ha anche informato i giornalisti che le conclusioni del consiglio sono riservate, e nessuno ha avuto l’autorizzazione a divulgarne il contenuto. Il leader dei socialdemocratici Robert Fico (Smer-SD) ha detto soltanto che i partiti della coalizione hanno raggiunto un accordo sul corso dell’attuale sessione parlamentare, che è iniziata ieri.

Il premier aveva ventilato le elezioni anticipate la scorsa settimana, mentre era a Bruxelles per un consiglio europeo, dicendo di avere l’impressione che qualcuno tenti di usare in modo deliberato la questione dell’intesa con gli Usa per far saltare la coalizione. Il governo si sta allontanando dalle sue priorità, aveva dichiarato, e non riesce a risolvere i problemi reali della Slovacchia. SNS gli aveva risposto a stretto giro e con una certa insolenza, affermando che non importa quel che pensa o dice Pellegrini, «diventato primo ministro per coincidenza», ma «è l’opinione del leader di Smer-SD Robert Fico che conta».

Anche se nessuno lo ha detto, è probabile che nella riunione sia stato trattato anche il tema delle imminenti elezioni presidenziali, dove nel duello al ballottaggio tra Zuzana Čaputová e Maroš Šefčovič il partito Smer sostiene il secondo, e si sarebbe aspettato che anche gli alleati facessero lo stesso. Most-Hid, il cui leader Bela Bugar aveva tentato la corsa presidenziale ottenendo un risultato modesto al primo turno, ha deciso di appoggiare Čaputová, un gesto che è stato accolto con irritazione da Peter Pellegrini.

(Red)

Foto Kiwiev CC0

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