La Banca centrale rivede al ribasso le stime per il PIL 2019

Malgrado nella sua precedente previsione stimasse una crescita del PIL slovacco al 4,2% nel 2019, la Banca centrale slovacca (NBS) nella sua ultima relazione ha ridotto tale stima al 3,5%, vale a dire sette decimi di punto in meno. Come ha dichiarato il governatore della NBS Jozef Makuch, la nuova valutazione tiene conto del rallentamento dell’economia globale e dell’area euro, che «ha avuto effetti significativi sugli sviluppi economici in Slovacchia», e questo nonostante già nel bollettino di ottobre si indicasse una flessione della crescita a livello internazionale.

Di conseguenza, la banca nazionale ha rivisto al ribasso anche le previsioni per il 2020 (3,4%, sei decimi in meno) e 2021 (2,8%, due decimi). La Slovacchia, come economia estremamente aperta, è particolarmente soggetta all’andamento delle economie di altri paesi, in particolare della Germania, in parte perché è una delle destinazioni privilegiate del suo export, e in parte perché l’industria nazionale che fa capo alla Germania (vedi Volkswagen, per fare solo un nome) rappresenta un segmento molto rilevante dell’economia slovacca.

L’ultima prognosi di NBS riflette il rallentamento della domanda estera, che soprattutto nel settore automobilistico nei grandi paesi dell’Eurozona continua ad essere debole, e la crescita del PIL nell’ultimo trimestre 2018, risultata inferiore alle attese, nonché ritardi e previsioni meno brillanti nella produzione nel settore automotive, e una diminuzione dei consumi delle famiglie.

Già il mese scorso il ministero delle Finanze aveva affermato che il picco economico della Slovacchia era culminato nel 2018, riducendo le stime di crescita al 4% per l’anno corrente. Ma il governatore NBS rimane del parere che, benché in in attenuazione, l’economia slovacca continua a «marciare in modo solido», e anche la creazione di occupazione dovrebbe seguitare a salire, anche se a un ritmo più lento. Del resto, secondo NBS gli indicatori di fiducia lasciano ben sperare, e la possibilità di una recessione è considerata «molto bassa», ha dichiarato il governatore.

Makuch, che tra poche settimane lascerà l’incarico all’attuale ministro delle Finanze Kažimír, ricorda che è necessario continuare la politica di consolidamento delle finanze pubbliche, e la contemporanea riduzione del debito, oltre a introdurre riforme strutturali per potenziare la competitività dell’economia del paese.

(Red)

Foto mohamed_hassan CC0

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.