Corte costituzionale, si vota la prossima settimana

La commissione costituzionale del Parlamento slovacco ha dato luce verde a tutti i 29 candidati alla posizione di giudici della Corte costituzionale, che ora dovranno essere sottoposti al voto in Parlamento. Tre dei candidati non si sono presentati all’audizione in commissione, ma sono comunque passati essendo già stati auditi in febbraio prima della scorsa sessione parlamentare quando, per due volte consecutive, l’aula non è riuscita ad eleggere nessun candidato a causa dell’ostruzione del partito Smer-SD.

L’elezione di diciotto candidati dovrebbe svolgersi nel corso della sessione del Parlamento che inizia oggi 26 marzo, tra i quali il presidente della Repubblica dovrebbe scegliere i nove che saranno nominati giudici della Corte costituzionale, in sostituzione di un pari numero di giudici che hanno concluso il loro mandato di dodici anni un mese fa. Da allora la Corte funziona in regime speciale con un solo senato di quattro giudici.

All’apertura dei lavoro parlamentari questa mattina, non si sono visti tuttavia segnali di fretta nel riempire le nove poltrone vacanti (su tredici) nel massimo tribunale previsto dalla Costituzione slovacca. Il calendario parlamentare ha fissato la discussione e l’elezione dei candidati alla Corte costituzionale per il 3 aprile. Una proposta del deputato Ondrej Dostal di Libertà e Solidarietà (SaS) per anticiparne l’elezione al 27 marzo è stata respinta oggi. Dostav sottolineava il fatto che i lavori della Corte costituzionale sono paralizzati ormai dal 16 febbraio scorso.

Non è al momento chiara la posizione del partito di governo socialdemocratico Smer-SD sulla scelta dei candidati. La volta scorsa i parlamentari di Smer, pur presenti in aula, si erano astenuti, chiedendo il voto segreto. Per il voto palese era invece l’opposizione, insieme ai partiti SNS e Most-Hid della coalizione di maggioranza. Il voto era stato dunque effettuato con quest’ultima modalità, irritando i socialdemocratici che, inoltre, chiedono che la nomina dei giudici sia lasciata al prossimo presidente della Repubblica (naturalmente sperando che sarà il dem Maroš Šefčovič) e non all’attuale capo dello Stato, Andrej Kiska, che il 15 giugno lascerà il suo incarico.

(Red)

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