UE e disinformazione: una battaglia da vincere insieme

Nel corso dell’ultimo Consiglio europeo si è tornati a parlare della minaccia rappresentata dalla disinformazione, specie quella veicolata attraverso i social networks, e del rischio ch’essa possa essere impiegata per influenzare i processi democratici nazionali e le imminenti elezioni per il Parlamento europeo.

A solo pochi giorni dall’approvazione da parte del Parlamento di Strasburgo del Cybersecurity Act, che segna un significativo passo avanti nella promozione di una maggiore sicurezza cibernetica per cittadini ed aziende europei, le minacce che promanano dallo spazio cibernetico compaiono dunque nuovamente tra le priorità delle istituzioni europee, con l’obiettivo – in assenza, in questo caso, di significative decisioni – di tenere alta l’attenzione rispetto a un rischio evidentemente percepito come concreto ed attuale. Non c’è da meravigliarsi: la continua vigilanza, lo sappiamo, è il principale onere delle democrazie aperte.

I rischi dello spazio cibernetico
Ma quanto seri sono questi rischi?
 Lo spazio cibernetico ha elevato una minaccia classica, quella della guerra psicologica, a un nuovo e ben più pervasivo livello. In primo luogo perché su internet si opera facilmente in modo anonimo, e con un’assenza di filtri e convenzioni sociali che sarebbe impensabile nel mondo reale – chiunque abbia partecipato a una chat di classe lo sa bene -. In secondo luogo internet è non lineare, per sua natura favorisce delle distorsioni informative (“il medium è il messaggio”), tende a somministrare contenuti graditi e dunque rafforza preesistenti (e vieppiù preconcette) visioni del mondo.

In questo modo l’opinione pubblica si polarizza e si alimentano nel dibattito pubblico divergenti verità, col risultato di minare alla base la possibilità di un dibattito genuino e informato. Per le democrazie, che traggono la loro vitalità da opinioni pubbliche desiderose di partecipare con spirito critico alla vita civile e politica, questo rappresenta un rischio esistenziale. […]

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Foto pixel2013 CC0

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