Sabato il ballottaggio per le presidenziali, Čaputová data vincente

Un sondaggio condotto per conto dell’emittente pubblica RTVS dall’agenzia Median SK mostra un ampio sostegno per Zuzana Čaputová anche in vista del ballottaggio di sabato 30 marzo. Nell’indagine svolta tra il 17 e il 19 marzo l’avvocato-attivista ha ottenuto il 60,5% delle intenzioni di voto, mentre il suo concorrente Maroš Šefčovič riceverebbe ‘solo’ il 39,5%. Il 44% degli intervistati ha dichiarato di volersi recare alle urne per votare al secondo turno delle elezioni presidenziali, mentre il 20% ha dichiarato che ci sta ancora pensando.

Čaputová ha vinto al primo turno con il 40,57% dei voti, davanti a Šefčovič fermo al 18,66%. L’affluenza è stata del 48,74%, con 2.158.859 elettori che si sono recati alle urne. Al terzo posto si è piazzato Štefan Harabin con un lusinghiero (o preoccupante, a seconda dei punti di vista) 14,34%.

Per recuperare un po’ del grosso svantaggio accumulato, soprattutto dagli elettori della “vecchia guardia”, Šefčovič ha fatto visita domenica al presidente della Repubblica Ceca Miloš Zeman, che nell’incontro castello di Lany vicino a Praga ha lodato le qualità dell’eurocommissario augurandogli il successo nel secondo turno di sabato. I due avrebbero discusso del programma elettorale di Šefčovič, della situazione in Slovacchia e di questioni di politica estera, inclusi i temi di interesse del gruppo di Visegrad (Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria). Dopo l’incontro, incontrando i giornalisti Šefčovič ha detto che se sarà eletto rinuncerà, alla sua immunità costituzionale già dal primo giorno («Mi comporterò come se non avessi l’immunità», ha detto), e farà pressioni su governo e Parlamento per approvare al più presto in questo senso un emendamento costituzionale.

La scorsa settimana Zuzana Čaputová si è dimessa dalla carica di vice presidente del nuovo partito Progresivne Slovensko, come aveva annunciato subito dopo il voto del primo turno, e si è detta pronta a rimettere la tessera del partito se verrà eletta alla presidenza della Repubblica.

Intanto Harabin, che si era subito dichiarato vincitore morale delle presidenziali, dato che si è presentato da solo, senza il sostegno di forti apparati mediatici e partitici come quelli degli altri maggiori candidati, ha deciso ieri di rivolgersi alla Corte costituzionale per un reclamo sullo svolgimento delle elezioni, che a suo parere non si sono svolte secondo modalità «costituzionali e legali. La lotta per il futuro della Slovacchia continua», ha affermato.

(Red)

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