Investimenti esteri, l’Unione europea ha fissato i paletti di sicurezza

Il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato in forma definitiva il regolamento che introduce nuove norme per esercitare un maggiore controllo sugli investimenti diretti provenienti da Paesi terzi per motivi di sicurezza o di ordine pubblico. Tutti i membri della UE hanno votato a favore del provvedimento, Italia e Regno Unito si sono astenuti.

Questa è la prima volta che l’UE adotta una normativa così generale, mentre i suoi principali partner commerciali hanno già introdotto norme di questo tipo. Alla fine del 2017 l’Unione Europea ha ricevuto investimenti diretti esteri del valore di 6.300 miliardi di euro, provenienti soprattutto da Stati Uniti (2200 miliardi) e Svizzera (800 miliardi).

Alcuni Paesi della UE temono che particolari settori strategici, come ad esempio l’energia e i trasporti, possano attirare investimenti russi o cinesi. “L’UE è e rimarrà uno dei luoghi più aperti al mondo in cui investire. Le nuove norme per il controllo degli investimenti assicureranno che l’apertura vada di pari passo con la protezione adeguata delle nostre attività strategiche”, ha commentato Stefan-Radu Oprea, ministro dell’industria e del commercio della Romania e presidente di turno del Consiglio della UE.

Le aziende cinesi hanno speso per le acquisizioni di imprese in Europa significativamente meno nel 2018 rispetto al 2017. L’investimento diretto delle aziende cinesi nei Paesi dell’UE lo scorso anno è stato di 17,3 miliardi di euro. Rispetto al 2017, questo dato rappresenta un calo del 40% ed è il risultato più basso dal 2014. Il motivo è il continuo e rigoroso controllo dei flussi di capitali di Pechino e il rafforzamento delle norme sugli investimenti esteri in Europa.

(Fonte Buenos días Eslovaquia)

Foto pixabay CC0

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