Il 2 aprile concerto a Bratislava dell’Elias Nardi Quartet

Martedì 2 aprile sarà a Bratislava per un concerto, nell’ambito del tour europeo, l’Elias Nardi Quartet, gruppo nato dall’incontro di persone che mettono insieme elementi di musica etnica, jazz e classica, con un interesse specifico per le sonorità del mondo mediterraneo, ma anche per atmosfere minimal e nordiche grazie all’uso di strumenti dai tratti distinti come la Nyckelharpa e l’oud. Del gruppo, del suo titolare e della loro musica ne abbiamo già scritto qui. Andiamo ora a conoscere meglio la formazione con qualche domanda posta al suo leader Elias Nardi.

Perché hai scelto di suonare uno strumento come l’oud?

Ovviamente è una lunga storia che proverò ad abbreviare il più possibile. Originariamente io ero un contrabbassista, sia di studi classici che jazz, con una passione per la storia, l’archeologia, l’architettura e l’arte del vicino e Medioriente. Quindi dotato di quel pizzico di sana curiosità mi sono presto interessato anche ai suoni e alle musiche di tradizione classica tipiche di quelle latitudini. Il passo ad avvicinarmi all’oud è stato quindi breve, grazie ad un vecchio amico del Marocco che mi fece toccare con mano lo strumento e fu amore a prima vista. Ricordo proprio che una volta abbracciato lo strumento mi dissi “ma io qui ci sono già stato, questa cosa l’ho già fatta”. Questo è l’inizio della mia storia con l’oud.

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Che sensazione è quella di eseguire, in concerto, le proprie composizioni?

Posso tranquillamente dire che è ciò per cui lavoro. Dopo anni e anni passati a studiare e interpretare i repertori classici (sia europei che delle tradizioni mediorientali) è diventato per me vitale cimentarmi con repertori originale, con la creazione di sempre nuovi progetti e il concepimento delle musiche ad hoc. In generale posso dire che lo studio e la pratica delle discipline compositive è per me il primo, vero grande amore nella musica. Poi dopo questo sono anche interprete, ma primariamente sono affascinato dal poter lavorare con le note in orizzontale ed in verticale, partendo da zero.

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La tua musica spazia su diversi generi, dalla classica alla etnica fino al jazz. Dove ti senti maggiormente a proprio agio?

Sicuramente nella mia musica, o comunque quella che si sviluppa nei miei progetti, perché questi mi rappresentano in pieno. Come ascoltatore posso dire di dedicarmi maggiormente a tutto ciò che sta intorno alla seppur errata accezione di “classica” perché lì trovo la maggior profondità e ricchezza di contenuti e l’ispirazione per la mia ricerca timbrica. Ovviamente anche gli ascolti jazz e etnici fanno parte della mia giornata, ma in minor misura sicuramente.

Quali sono i musicisti che più ti hanno influenzato?

Sono tanti, troppi per poterlo dire in maniera univoca. Posso citare i grandi compositori del passato, da Palestrina a Bach, da Beethoven a Mahler e così via, ma anche il jazz di Bill Evans, o l’oud di Anouar Brahem e Munir Bashir per esempio. Ma ne sto trascurando a centinaia e quindi non vale la pena continuare!

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Cosa puoi dirci brevemente dei tuoi colleghi del Quartetto?

Prima ancora che grandi musicisti con cui sono felice di condividere progetti e palchi, sono grandi amici, con cui si sono creati rapporti diversi tra loro, ma speciali a loro modo. Sono fortunato di poter fare musica con persone preziose.

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Essendo la prima volta che suoni in Slovacchia cosa ti aspetta dal concerto del 2 aprile nella Chiesa di Cappuccini a Bratislava?

Francamente non ho idea. Ogni nuovo paese che visito per i miei concerti o progetti mi lascia sempre qualche sorpresa, ma soprattutto tanta ricchezza. Si impara molto anche nel viaggiare, nel conoscere un nuovo pubblico e nel capire come relazionarcisi. Dall’Europa centro/settentrionale all’Africa, dall’ Italia al Medioriente fino all’Europa dell’est, ogni volta è stata una conquista ed un arricchimento.

Per concludere, sono particolarmente felice di suonare a Bratislava!

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Quando: martedì 2 aprile, ore 20:00
Dove: Chiesa dei Cappuccini, Župné nám. 10, Bratislava
Organizzato da: IIC Bratislava
Per maggiori info vedere sul sito IIC o www.eliasnardi.com
Ingresso libero

Foto eliasnardi.com

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