Le cinque questioni centrali alle prossime elezioni europee

Dalle prime elezioni per il Parlamento europeo tenutesi nel 1979, l’affluenza ai seggi è progressivamente calata. Quest’anno, però, la competizione elettorale sarà molto accesa: il voto, infatti, potrebbe rivelarsi determinante per il futuro dell’Unione europea in un momento di cruciale importanza per la sua storia. A Wake Up Europe abbiamo deciso di prendere in esame i 5 grandi temi destinati a dominare le prossime elezioni, per riflettere su come accrescere l’interesse dei cittadini in quello che è probabilmente il più ampio esercizio democratico al mondo. Di Christopher Silver.

1. Geopolitica e migrazione

Rispetto all’ultima volta che l’Europa è stata chiamata alle urne, nel 2014, il sistema geopolitico mondiale ha raggiunto un profondo livello di instabilità, probabilmente il più importante dalla dalla Seconda guerra mondiale. Ai confini dell’Europa, una nuova generazione di “uomini forti” al potere, con attitudini autoritarie, hanno eroso le norme e le tradizioni democratiche dei loro paesi e sfidato, ripetutamente, le regole su cui si fonda l’ordine internazionale stabilitosi nel Dopoguerra. La repressione della società civile turca e la crescente smania da parte della Russia di ostentare la sua potenza militare hanno aumentato sensibilmente l’instabilità alle porte dell’Europa.

Intanto, Oltreoceano, l’amministrazione Trump si sta rivelando ugualmente imprevedibile, compromettendo l’alleanza NATO e favorendo un unilateralismo motivato da un interesse spregiudicato e nazionalista, invece del rispetto i principi internazionali di stato di diritto e collaborazione. L’Europa sarà in grado di fronteggiare queste immense  nuove sfide? L’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini il cui lavoro è documentato nel film Europe At Sea di Wake Up Europe) ha recentemente cercato di aggirare le sanzioni statunitensi all’Iran, dimostrando così che profonde divergenze tra Europa e Stati Uniti in materia di politica estera stanno mettendo in discussione gli accordi di cooperazione in Occidente raggiunti dopo la Seconda guerra mondiale.

Il fatto che l’Europa stia rivendicando un ruolo più rilevante a livello internazionale e in uno scenario globale ostile potrebbe costituire un elemento decisivo alle elezioni di maggio.

Con un’instabilità in costante crescita oltre i confini del nostro continente, la presenza di numerosi migranti e rifugiati nei territori a sud e a est dell’Europa è diventata una delle sfide più importanti dell’attuale mandato del Parlamento europeo. Nonostante il fenomeno di migrazione di massa non sia più nelle prime pagine dei giornali rimarrà comunque una questione inevitabile su cui la sinistra e la destra dovranno discutere quando si riunirà il nuovo Parlamento. I cittadini europei sono in grado di comprendere pienamente queste problematiche e l’importanza dell’impatto del loro voto?

2. Populismo e democrazia

All’interno della stessa Ue, un’alleanza di populisti e nazionalisti sembra essere determinata a smantellare il progetto europeo. La Brexit è solo uno dei sintomi di questa crisi: partiti come la Lega Nord, ad esempio, sfruttano la xenofobia e le difficoltà economiche per polarizzare l’opinione pubblica. Forze più oscure provenienti dall’esterno interferiscono, apertamente o dietro le quinte, con le politiche nazionali europee: alcuni esempi preoccupanti sono la Russia, che finanzia l’estremismo, o “The Movement”, il nuovo progetto dell’ex capo stratega di Trump, Steve Bannon, che tenta di fomentare una “rivolta” nazionalista in Europa.

Diventa sempre più evidente che i nazionalisti europei si stanno, paradossalmente, organizzando sul piano internazionale. Tra gli schieramenti di tutto il panorama politico è diffusa la preoccupazione che un trionfo delle formazioni nazionaliste a maggio possa riaccendere le tensioni tra i paesi europei e resuscitare lo spettro del fascismo in Europa e i fantasmi che molti credevano sepolti per sempre. Indipendentemente dal fatto che Salvini, Orban, Le Pen e altri accettino o meno l’offerta di aiuto di Bannon per sconfiggere il “vampiro” della globalizzazione a Bruxelles, un’impennata dei voti anti-Ue alle elezioni di maggio potrebbe infliggere un duro colpo a un’Europa che sta ancora facendo i conti con gli effetti dirompenti dalla Brexit. […]

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Illustr. BS

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