Come la Brexit ha costretto gli euroscettici a cambiare i piani

Attenzione, tutto è cambiato nell’Unione europea e tutto continua a cambiare intorno a lei. Non ci si fa ancora molta attenzione, ma il fallimento della Brexit ha già portato la quasi totalità dei partiti euroscettici a cambiare posizione.

Fino a ieri tutti proponevano i britannici come esempio. Si doveva fare come loro, votare per la libertà e saltare il muro di cinta dell’Unione, di questa prigione dei popoli, per ritrovare la felicità delle svalutazioni competitive. Viva Frexit! Viva Italexit! Viva Deutchexit! Viva Polonexit! Viva le 27 uscite dall’Unione, e un radioso futuro di nuove frontiere, di monete nazionali e di svalutazioni competitive si sarebbe riaperto a noi.

Ma ben presto ci si è resi conto che il dibattito sulla Brexit era cominciato solo dopo il referendum e non prima, che nessuno si era posto la questione della frontiera irlandese e che al di fuori dell’Ue il Regno Unito aveva come unica alternativa quella di uscire da un mercato unico che garantisce la maggior parte dei suoi scambi o di restarvi ma applicando le norme e le direttive sulle quali però non poteva più dire nulla perché non apparteneva all’Unione.

Tre smentite
L’alternativa è così esaltante che la camera dei comuni non sa più che fare e che gli stessi partiti euroscettici hanno difficoltà a chiedere di seguire la via britannica.

Così, dicendolo senza dirlo, mormorandolo ma sempre più rumorosamente, questi partiti che fino a poco tempo fa chiedevano di ritrovare le nostre sovranità nazionali uscendo dall’Unione, adesso parlano solo di modificare i suoi trattati e di cambiare le sue politiche, esattamente come fanno la destra, la sinistra, i Verdi e i liberali, tutti i partiti che hanno sempre difeso l’unità dell’Europa.

Si crede e si dice che l’Unione sia agonizzante ma adesso – colpo di scena – la sua unità la contestano solo gruppuscoli provenienti da ex partiti sovranisti. Questo è il primo dei tre grandi cambiamenti in corso. Il secondo è che purtroppo non ci si può più interrogare sull’utilità di serrare le file.

Sentivamo dire che la pace era garantita. Lo sentivamo dire a torto e questa certezza era talmente forte che lo sentivamo ovunque, molte persone erano convinte che potevamo e anzi dovevamo permettere la disunione, chiave della libertà. Questo è stato il ragionamento dei brexiter ma osserviamo meglio l’ambiente che ci circonda. […]

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Foto ChiralJon cc by

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