Kočner fa appello contro l’incriminazione per l’omicidio di Kuciak. Nel dossier contatti con Šufliarsky e Haščák (Penta)

L’imprenditore Marián Kočner, accusato di aver ordinato l’omicidio del giornalista Ján Kuciak e della fidanzata Martina Kušnírová nel febbraio 2018, che si trova in carcere dal giugno scorso per la falsificazione di cambiali per 69 milioni di euro, avrebbe presentato ricorso contro l’incriminazione che gli è stata notificata la scorsa settimana. L’imprenditore, noto per la disinvoltura con la quale conduceva i suoi affari, tra amicizie politiche e con la criminalità organizzata, avrebbe secondo gli investigatori ordinato l’assassinio di Kuciak per le indagini che questi stava svolgendo sul conto e gli articoli pubblicati nei mesi precedenti la morte, che mettevano in luce connessioni inquietanti non solo dell’imprenditore ma anche tra elementi del governo e della ‘ndrangheta calabrese.

Kuciak e la fidanzata furono uccisi il 21 febbraio 2018. A fine settembre furono arrestate quattro persone accusate di avere organizzato materialmente il crimine: la donna che ha pagato il conto – 70.000 euro di cui 20.000 come cancellazione di un debito, il mediatore, l’autista e il killer. Per loro un paio di giorni fa è stata presentata alla Corte penale specializzata (STS) di Banska Bystrica una proposta alla Procura speciale (USP) per estenderne la custodia al periodo massimo consentito, cioè sette mesi. Anche l’indagine sul caso Kuciak verrà prolungata, e tutti e quattro gli imputati saranno interrogati di nuovo dopo l’incriminazione di Kočner. Ad oggi non è ancora stata trovata l’arma del delitto, ma se ne conosce il modello, chi l’ha fornita e come. Il sospetto che una persona dall’Italia possa aver partecipato agli omicidi non è stata ancora confermata.

Intanto il partito di opposizione OĽaNO si appella al procuratore generale Jaromír Čižnár per l’immediata sospensione del suo vice Peter Šufliarsky, e venga divulgata la comunicazione via SMS tra il vice procuratore generale e Marián Kočner. La vice presidente di OĽaNO Veronika Remišová ha detto oggi che Šufliarsky dovrebbe egli stesso dare le dimissioni dopo che i media hanno pubblicato informazioni presumibilmente provenienti dal fascicolo di indagine sui suoi rapporti con l’imprenditore. Esisterebbero di questo prove di una comunicazione scritta dai toni amichevoli per un periodo di almeno sette mesi dal gennaio 2017, vale a dire nei mesi precedenti all’incarico dato da Kočner di spiare Kuciak e poi di uccidere sia il giornalista che lo stesso Šufliarsky, evidentemente dopo che i rapporti si erano guastati. Remišová ha sottolineato che il procuratore avrebbe dovuto indagare i sospetti su Marián Kočner, non mandargli SMS.

Sempre in questi ultimi giorni sono uscite notizie di una parallela comunicazione via cellulare tra Kočner e Jaroslav Haščák, uno dei due membri fondatori del potente gruppo di investimento Penta, già noto alle cronache per essere stato attore di primo livello dello scandalo Gorila, in cui Haščák appare avere incontrato nel 2005-2006 in un appartamento privato diversi rappresentanti politici e alti funzionari statali con cui ha discusso di privatizzazioni e altri affari. Una copia delle registrazioni Gorila, realizzate a suo tempo dai servizi di intelligence ma ritenute perse, era conservata da Kočner nella cassaforte di casa sua. Haščák, che fa sapere attraverso il portavoce del gruppo Penta di sentirsi gravemente danneggiato dal contesto in cui è apparso il suo nome sui giornali, avrebbe preso contatto con gli inquirenti dicendo di essere pronto ad essere sentito al più presto sulla questione. Egli tuttavia rifiuta di essere collegato a eventi in cui, dice il portavoce, non ha alcun coinvolgimento e fa sapere di non avere mai scambiato messaggi con Kočner riguardo all’uccisione di chicchessia, nemmeno per scherzo. «Non sapevo che Marián Kočner stava preparando un assassinio e non ho mai sospettato di tale intenzione», riporta il portavoce, pur ammettendo che i due si incontravano diverse volte all’anno, ma senza regolarità. Secondo informazioni diffuse dal quotidiano Denník N, Kočner gli avrebbe scritto a gennaio 2018 un SMS con questo testo: “A proposito, sto lavorando per fot**re il piccolo str**zo”. E quest’ultimo avrebbe risposto: “Ne parliamo quando ci vedamo”. Haščák ha negato di avere SMS con questo testo “in archivio”, ma non ha negato di fare affari con Kočner, scrive Topky.

(Red)

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