Dopo l’accusa per l’omicidio di Kuciak, in arrivo incriminazione di Kočner nel caso delle cambiali

Come abbiamo anticipato venerdì, la settimana scorsa Marian Kočner, sotto custodia dal giugno scorso per frode, è stato incriminato per essere il presunto mandante dell’omicidio del giornalista investigativo Ján Kuciak e della fidanzata Martin Kušnírová. La notizia è stata data nel corso di una conferenza stampa dall’Ufficio della Procura speciale (ÚŠP) a Pezinok il 14 marzo. Movente presunto del delitto le indagini che il giornalista stava svolgendo sugli intrallazzi dell’uomo d’affari. L’accusa è stata redatta l’8 marzo da un investigatore dell’Unità anticrimine della NAKA, l’Agenzia nazionale anticrimine, sulla base di prove oggettive che tuttavia per ora non sono state svelate. Kočner sarà interrogato sul caso insieme ad altre persone, e il procedimento giudiziario sarà condotto congiuntamente al caso già aperto per le quattro persone già accusate di essere gli organizzatori e perpetratori del duplice omicidio. È possibile che vengano addebitati reati anche ad altre persone finora rimaste fuori dal caso. Il procuratore che ha parlato alla conferenza stampa non ha specificato se ci potesse essere qualcun altro al di sopra di Marian Kočner, che gli possa avere ordinato di organizzare il delitto.

Sebbene la Procura speciale conosca come e chi ha fornito l’arma per l’omicidio, insieme alle munizioni, la pistola calibro 9 non è ancora stata trovata. L’indagine ha coinvolto decine di agenti e numerosi investigatori, e il fascicolo si compone fino ad ora di oltre 15.000 pagine suddivise in 38 volumi.

Le reazioni politiche

Secondo il ministro degli Interni Denisa Sakova (Smer-SD), le accuse sporte contro Kočner dimostrano che la polizia e la procura stanno continuando a lavorare duro e stanno ottenendo risultati positivi, e sono la prova che il caso non verrà insabbiato. Su un social network la ministra ha scritto che si rivelano così infondate «tutte le convinzioni che questo caso non sarebbe mai stato indagato, o addirittura insabbiato».

Il primo ministro Pellegrini (Smer-SD) si è detto piuttosto soddisfatto dei risultati ottenuti dalla polizia e dalla procura. «Fin dall’inizio, la priorità del mio governo è stata quella di assicurare un’indagine obiettiva sugli omicidi dei due giovani, motivo per cui apprezzo in modo assoluto i risultati raggiunti dal lavoro della polizia e della procura», è quanto affermato dal premier. Ha poi aggiunto che dal momento in cui ha assunto il governo nel 2018 ha osservato con grande preoccupazione i dubbi espressi da opposizione e attivisti sull’indipendenza e la professionalità delle forze dell’ordine slovacche. «Oggi è chiaro che tali dubbi erano infondati, promuoverò sempre l’uguaglianza [di tutti] davanti alla legge e chiederò di dare carta bianca alla polizia e alla magistratura affinché possano svolgere il loro lavoro in tranquillità».

EXCELENTNÁ PRÁCA POLÍCIE A PROKURATÚRY Od samého počiatku je prioritou mojej vlády objektívne vyšetrenie vraždy dvoch…

Uverejnil používateľ Peter Pellegrini Štvrtok 14. marca 2019

Anche il presidente Andrej Kiska ha espresso apprezzamento per il lavoro di polizia e investigatori. «Sono stato convinto sin dall’inizio che il caso è stato affidato alle persone migliori, e i risultati sono arrivati», ha detto Kiska ringraziando gli investigatori per il loro lavoro. Il capo dello Stato si rammarica tuttavia del fatto che le azioni giudiziarie contro Marian Kočner siano iniziate soltanto dopo l’assassinio della giovane coppia, anche se si sapeva che il controverso imprenditore era pericoloso e che minacciava i giornalisti. Bisogna prendere «provvedimenti per prevenire [che si ripeta] una simile tragedia».

Commenti di plauso sono arrivati da diversi fronti della scena politica. Secondo il partito di opposizione Libertà e Solidarietà (SaS) l’accusa di Kočner – e la condanna di Ladislav Basternak, arrivata anch’essa giovedì 14 marzo – ben rappresentano «il giorno in cui la giustizia ha iniziato a vincere e in cui il mondo degli ex intoccabili comincia a sgretolarsi», ha affermato la deputata Jana Kissova. Un risultato, quello ottenuto dalle forze dell’ordine, arrivato anche grazie all’enorme pressione esercitata dal popolo, dai media e dall’opposizione, ha aggiunto il parlamentare Lubomir Galko. Il deputato Jozef Rajtar avverte che tuttavia niente è ancora definitivo, ed è necessario «tenere le dita incrociate perché è arrivato il momento di trovare» le persone che hanno davvero ordinato il crimine, «pesci molto più grandi di Marian Kočner ».

Proposta di incriminazione per Kočner anche nel caso delle cambiali

L’annuncio della Procura speciale è datato giovedì 14 marzo. Forse non a caso, il giorno dopo 15 marzo la NAKA se ne è uscita con una proposta di incriminazione di Marian Kočner – insieme a Pavol Rusko – anche nel caso delle “cambiali” in cui i due avrebbero presumibilmente agito insieme per falsificare, alterare e fabbricare titoli di credito per 69 milioni di euro, oltre che per il reato di ostacolo alla giustizia. La proposta di accusa, che deve essere vagliata da un giudice, è arrivata alla conclusione di una indagine che nel giugno scorso ha portato all’incarcerazione dell’uomo d’affari, che dopo un primo periodo nel carcere giudiziario di Bratislava è stato trasferito nella prigione di massima sicurezza di Leopoldov, e da dicembre si trova a Banská Bystrica in regime di isolamento.

Il caso è nato da una denuncia della società TV Markíza contro i due, sospettati di avere ‘fabbricato’ i titoli di credito come soluzione per risolvere una disputa su TV Markíza con la società GAMATEX di Kočner, che risulta beneficiario, mentre Rusko è il firmatario. Avrebbero prodotto le cambiali con una data fittizia che risale al 2000, quando quest’ultimo era legale rappresentante della televisione, e la società risulta come garante. La stazione televisiva ha espresso dubbi sull’autenticità delle cambiali sin dall’inizio della controversia, sostenendo che i titoli non sono stati registrati nei suoi libri contabili, e nemmeno nella contabilità di altre società che li possedevano in precedenza. Le cambiali sono apparse per la prima volta nel 2016, quando Kočner è passato all’incasso per quattro cambiali, due da circa 8,3 milioni di euro e altre due da oltre 26 milioni ciascuna. Una di queste ultime, tuttavia, è decaduta in quanto non sono stati pagati i tributi giudiziari, quindi la somma complessiva ancora aperta è pari a 42,8 milioni.

Oltre a questo, Pavol Rusko, ex ministro dell’Economia nel secondo governo Dzurinda, è anche accusato di avere incaricato persone della malavita slovacca per l’omicidio della sua ex-socia Silvia Volzova.

(La Redazione)


Foto: Novy Cas

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