La premier della Romania Dancila in Slovacchia la prossima settimana

Il 25 marzo la premier rumena Viorica Dancila dovrebbe visitare la Slovacchia in via ufficiale con una delegazione del governo rumeno. Come appare da un documento approvato dal governo slovacco mercoledì, la visita e l’incontro con il primo ministro Peter Pellegrini avverrà a Banská Bystrica in occasione del 74° anniversario della liberazione della città dall’occupazione nazista ad opera degli eserciti sovietico e rumeno. L’obelisco nero che si staglia nella piazza SNP di Banská Bystrica commemora proprio i militari caduti nella battaglia per liberare la città.

Le due delegazioni govenrative discuteranno delle relazioni bilaterali e della cooperazione economica, facendo il punto sulle loro posizioni in materia dei più caldi temi attuali nell’Unione europea, in particolare sulla visione dell’UE per il futuro. Si parlerà anche delle questioni chiave del semestre di presidenza rumena del Consiglio dell’UE in corso fino al 30 giugno prossimo.

Alla fine della seconda guerra mondiale, le truppe romene hanno operato per liberare una buona parte del territorio della Slovacchia, che dal 1939 era Stato indipendente con un governo filotedesco, e in seguito alla Rivolta nazionale slovacca (SNP) dell’estate-autunno 1944 era stato occupato dalle truppe naziste. Tra le maggiori città che i soldati romeni hanno liberato, da soli o insieme all’Armata Rossa e al 1° Corpo d’armata cecoslovacco, vi sono Banská Bystrica, Brezno, Kremnica, Lučenec, Martin, Piešťany, Trenčín, Zvolen. Tuttavia, la partecipazione dei romeni alla guerra di liberazione è stata a lungo tenuta sotto silenzio, e solo vent’anni dopo la guerra uscì in Cecoslovacchia la prima pubblicazione indipendente che dava loro i meriti dovuti, grazie a anche a storici cechi e rumeni. E nei successivi 40 anni non ci fu nessuno che studiò il fenomeno più in dettaglio. Eppure, si trattava di una presenza nient’affatto trascurabile, ben 17 divisioni di fanteria con 240.000 uomini, 250 aerei da combattimento, un reggimento di 80 carri armati e numerosi cannoni semoventi. Le truppe romene hanno subito duri scontri con le forze di occupazione tedesche in diversi luoghi. A Oremov Laz, distretto di Veľký Krtíšnel sud della Slovacchia, la battaglia più sanguinosa: 43 giorni di scontri e circa duemila soldati caduti.

(Red)

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