Trionfo per Zuzana Čaputová al primo turno. La sfida con Šefčovič il 30 marzo

L’avvocato Zuzana Čaputová ha dominato sabato 16 marzo il primo turno delle elezioni presidenziali 2019 con il 40,5% dei voti, pari a 870.415 preferenze. Nel ballottaggio del 30 marzo sfiderà il diplomatico Maroš Šefčovič, commissario UE per l’Unione energetica, che è stato votato da 400.379 elettori, il 18,6% del totale. Al terzo e quarto posto si sono piazzati Štefan Harabin e Marian Kotleba, con il 14,3% (307.823) e il 10,3% (222.935) dei voti, rispettivamente. František Mikloško è arrivato quinto con il 5,72%, Béla Bugár ha ricevuto solo il 3,10% dei voti, Milan Krainjak il 2,77%Eduard Chmelár il 2,74%. Gli altri candidati non hanno raggiunto l’1% dei voti.

Sui 4.429.033 aventi diritto, sono stati 2.145.364 i voti validi nelle urne (il 99,4% delle buste inserite nelle urne). La partecipazione alle elezioni presidenziali è stata dunque pari al 48,74%, un dato nel complesso positivo, in ripresa rispetto alla precedente affluenza del 2014, che nel primo turno si era fermata al 43,4%. La migliore partecipazione è stata registrata nella regione di Bratislava, dove si è recato ai seggi il 58,8% delle persone con diritto di voto, mentre nella regione di Košice soltanto il 42% è andato alle urne.

Čaputová ha vinto in tutte e otto le regioni della Slovacchia, e a Bratislava ha ottenuto il punteggio più alto: 59,6% dei voti. Nel distretto Bratislava I, la Città Vecchia della capitale, ha raggiunto addrittura il 66,90%, mentra a Medzilaborce, nell’estremo est, ha ottenuto il suo risultato peggiore, 18,60%. Šefčovič è arrivato secondo ovunque. Suo miglior risultato nella regione di Trenčin con il 22,4%, a livello distrettuale a Sobrance ha avuto il 27,51%, mentre a Dunajská Streda appena il 5,37%. Secondo diversi osservatori e analisti, la campagna presidenziale ha rivelato la voglia del paese di un cambio generazionale e di stile politico.

Le elezioni si sono protratte oltre le ore 22:00 previste, a causa di due “incidenti” in seggi elettorali ai due poli opposti del paese. Un seggio a Malacky (regione di Bratislava) è stato aperto 35 minuti dopo le 7:00 del mattina per il ritardo di membri della commissione elettorale. Mentra a Medzany (regione di Presov), il voto è stato interrotto nel tardo pomeriggio per un’ora e 16 minuti dopo che un uomo ha afferrato un’urna elettorale di cartone e l’ha rovesciata in strada, secondo alcuni calpestando le schede già votate che comunque, essendo imbustate, non sono state danneggiate. L’uomo, preso in custodia dalla polizia, sarebbe stato ubriaco.

Solo alle 23:16, quando anche il seggio di Medzany ha chiuso le votazioni, l’Ufficio di Statistica ha iniziato a rilasciare dati sugli scrutini, e solo allora è stato possibile per i media pubblicare gli ultimi sondaggi realizzati nei giorni precedenti e nella giornata di voto, nei quali la realtà della scelta da parte degli elettori era già illustrata in modo già piuttosto chiaro: 42% per Čaputová, 17,8% a Šefčovič  e 13,7% i voti per Harabin nel sondaggio Focus. Un altro sondaggio condotto da Ako il 15 marzo e reso noto dal canale televisivo TA3 dava a Zuzana Čaputová il 46,3%, contro il 15,2% per Maroš Šefčovič e l’11,7% per Štefan Harabin.

Dopo questi primi dati, Zuzana Čaputová ha tenuto una conferenza stampa ringraziando gli elettori per la fiducia che le hanno concesso, anche se la sua esperienza politica è ancora molto limitata. «I risultati mostrano che la Slovacchia chiede un cambiamento», ha dichiarato, ricordando di avere scommesso in campagna elettorale sulla propria autenticità, che a quanto pare ha ripagato gli sforzi. Ha ammesso di preferire come rivale al secondo turno Maroš Šefčovič a Stefan Harabin. Anche se sono molte le differenze tra loro, Šefčovič «è un politico che si attiene ai fatti», ha detto, riferendosi alle campagne di altri candidati che hanno usato un linguaggio razzista e xenofobo. «Io sono diversa dal signor Šefčovič sulle questioni attuali, in particolare nei confronti della responsabilità, della corruzione, dell’abuso di potere e della giustizia, ha affermato. Da lui sento “solo uno sguardo al futuro” – e non è molto disposto a parlare del tempo presente, o del passato che non è stato ancora risolto».

870 415 krát vám z celého srdca ďakujem

870 415 krát vám z celého srdca ďakujem. Zdá sa, že človek nemusí opustiť svoje hodnoty, môže byť autentický a pravdivý, nemusí voliť populistický slovník, aby oslovil voličov. Možno práve naopak! Je teraz na nás všetkých, aby nás bolo o dva týždne ešte viac. Urobím pre to všetko, čo bude v mojich silách.#nasaprezidentka

Uverejnil používateľ Zuzana Čaputová Nedeľa 17. marca 2019

Candidata con il nuovo partito non parlamentare Progresivne Slovensko, di cui è vicepresidente, Čaputová ha confermato l’intenzione di dimettersi dalla carica politica per affrontare a mani libere il ballottaggio. Avvocato, specializzata in questioni ambientali, il suo nome è legato alla battaglia vittoriosa contro una discarica illegale nella città di Pezinok, vicino alla capitale, in cui è stata coinvolta attivamente per 14 anni. Nel 2016 ricevette per il suo ruolo in questo caso il Goldman Environmental Prize.

Più tardi, Maroš Šefčovič, che era sostenuto dal partito socialdemocratico Smer-SD, ha sottolineato che ora si riparte da zero, e nella sfida di queste prossime due settimane lui e Čaputová «partiamo tutti dalla stessa linea di partenza», malgrado i numeri molto sbilanciati. Šefčovič ha sottolineato di voler rappresentare i valori cristiani tradizionali, in contraposizione con una Čaputová che egli definisce “super-liberista”. Una svolta a U rispetto al recente passato, quando egli aveva tra le altre cose sostenuto i diritti delle persone Lgbt e delle famiglie “non tradizionali”, e aveva idee più morbide riguardo all’immigrazione. Gli analisti sottolineano che l’eurocommissario, che si è riposizionato su idee più conservatrici e sta cercando di affrancarsi da Smer, avrà ora bisogno di conquistare il sostegno degli elettori di Štefan Harabin e Marian Kotleba, che su questo tema hanno puntato molto delle loro campagne elettorali. In un post pubblicato sui social network, ha ringraziando per i voti ricevuti, «Apprezzo tutti gli elettori [che mi hanno votato] e cercherò di convincere ognuno di voi che sono la scelta migliore per voi nel secondo turno», e ha ricordato che «Abbiamo iniziato la campagna molto tardi, fino a metà gennaio, quando la maggior parte dei candidati aveva già fatto campagne per la Slovacchia per mesi».

Volebná noc. Moje vyjadrenie k výsledkom prvého kola.

Uverejnil používateľ Maroš Šefčovič Sobota 16. marca 2019

Laureato in economia e giurisprudenza, Šefčovič ha iniziato la sua carriera nel 1990 come consulente del primo segretario del ministero degli Esteri cecoslovacco, passando poi a vari incarichi diplomatici. Nel febbraio 2010 divenne vicepresidente della Commissione europea per le Relazioni interistituzionali e l’Amministrazione, incarico ricoperto fino al 2014, quando ha assunto il ruolo attuale di vicepresidente della Commissione UE per l’Unione energetica. Šefčovič è stato convinto a gennaio dal presidente del partito Smer-SD Robert Fico, dopo molti tentennamenti, a correre alle presidenziali, dopo che in autunno quello che veniva considerato il candidato naturale dei socialdemocratici, il ministro degli Esteri Lajčák, che veniva pure dato per vincente nei sondaggi, ha definitivamente rifiutato la candidatura.

Ďakujem Vám zo srdca za každý jeden hlas, vďaka ktorým som sa dostal do druhého kola prezidentských volieb. Kampaň sme…

Uverejnil používateľ Maroš Šefčovič Nedeľa 17. marca 2019

 

Ora per i due sfidanti al ballottaggio ci sono giorni di intensi negoziati con gli altri candidati, per cercare di avere il loro sostegno. Bela Bugar, che ha ottenuto il 3,1%, ha già accennato che potrebbe appoggiare Zuzana Čaputová. Mikloško (5,7%) ha dichiarato che nel secondo turno intende lasciare liberi i suoi elettori; secondo gli analisti una certa percentuale di loro potrebbero spostarsi su Čaputová. Da Harabin e Kotleba, che insieme hanno raccolto un voto su quattro, per il momento non è arrivata alcuna indicazione.

Secondo un sondaggio Focus, nel secondo turno Čaputová potrebbe ricevere il 64% dei voti. Nell’indagine, svolta il 15 marzo, sembra che al nocciolo duro che l’ha votata al primo turno si aggiungerà una piccola parte dei sostenitori di Harabin e Kotleba, e metà di quelli di Mikloško. Mentre una parte molto più consistente dei sostenitori di Harabin e Kotleba voterà invece per Šefčovič.

(La Redazione)

Foto FB

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