Il vicepremier Raši a Roma: le tecnologie devono rendere la vita più facile alle persone

Si è svolto ieri presso l’Ambasciata Slovacca a Roma il seminario sulla trasformazione digitale intitolato “Digital Dynamic Visegrad“, che ha visto fare un il punto della situazione nella cosiddetta “rivoluzione digitale” nei paesi di Visegrad, e cioè Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria. Dopo un breve saluto dell’ambasciatore Ján Šoth, ha preso la parola il vice primo ministro slovacco Richard Raši, che ha presentato nel suo intervento quelli che sono i principali pilastri della trasformazione digitale della Slovacchia, fresco della redazione di un piano pluriennale che stabilisce le linee guida per la politica di settore dei prossimi anni, e che si sarebbe ispirato a strategie simili adottate in paesi avanzati come Francia, Finlandia, Regno Unito e Singapore.

L’Ufficio del vice primo ministro per gli Investimenti e l’Informatizzazione ha completato nei giorni scorsi la preparazione della Strategia per la trasformazione digitale della Repubblica Slovacca, che ha l’obiettivo di rendere più semplice la vita quotidiana di ogni cittadino sul posto di lavoro e nella vita privata, migliorare l’accesso ai servizi e facilitare l’attività delle imprese alle quali «lo Stato dovrebbe ridurre il più possibile il carico amministrativo», ha detto Raši. Il piano, che si svolge nell’ambito di una più ampia cooperazione tra gli Stati del quartetto di Visegrad (V4) e con l’intera Unione europea, e che serve a definire il percorso migliore, e comune con gli altri paesi, verso il cambiamento tecnologico che ci aspetta nei prossimi decenni e che trasformerà la vita delle persone, avrà anche un risvolto di risparmio per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione e di incremento del PIL nazionale, una cifra quest’ultima stimata in 16 miliardi di euro fino al 2025.

Tra le tecnologie digitali di cui il vice premier ha accennato ci sono l’intelligenza artificiale, la tecnologia 5G, l’elaborazione analitica dei dati, block chain e supercomputer, che nel futuro diventeranno nuovi motori di crescita economica. Egli ha anche menzionato una legge antiburocrazia che farebbe risparmiare ai cittadini slovacchi oltre 13 milioni di euro all’anno e 620.000 ore di tempo oggi necessarie per il disbrigo delle pratiche. Raši ha inoltre presentato i progressi della Slovacchia nella formazione IT, spiegando l’importanza del ruolo svolto dalla Coalizione Digitale della Slovacchia, un insieme di soggetti specializzati pubblici e privati, e di progetti sempre nel settore IT. Tra i temi trattati vi è quello della sicurezza informatica e la protezione dei dati statali, su cui Richard Raši ha posto grande enfasi, come del resto fatto da altri relatori. Il vicepremier slovacco non ha dimenticato di menzionare i potenziali effetti negativi della rivoluzione digitale e dell’accelerazioni delle automazioni: tra questi, il più incombente è il fatto che in Slovacchia sono considerati a rischio il 40% dei posti di lavoro nel settore dell’automobile, che da solo compone il 46,6% della produzione industriale nazionale e i due quinti delle esportazioni, a causa della veloce crescita della robottizzazione della produzione, un campo in cui la Slovacchia è tra i leader a livello mondiale. Si rende dunque necessario lavorare sull’educazione, adattando i piani di studio nelle scuole (tecniche e non), e sulla formazione digitale di chi oggi rimane ai margini del mercato del lavoro. Il settore IT in Slovacchia già offre molte opportunità di lavoro, e a questo proposito Raši è stato di recente nel Regno Unito per lanciare un progetto di “rientro dei cervelli” che vuole riportare in patria soprattutto specialisti IT di cui la Slovacchia ha grande bisogno.

Ha poi fatto un suo intervento il senatore Adolfo Urso, vice presidente del comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, già vice ministro delle Attività produttive negli anni Duemila con i governi Berlusconi II e III, con delega al Commercio estero. Urso ha sottolineato l’importanza per l’Italia di collaborare con il Gruppo Visegrad, un raggruppamento che sta sempre più accrescendo la sua influenza all’interno della UE, nel settore della trasformazione digitale, dove l’Italia ha ancora tanto da fare. Roma in passato aveva guidato con sicumera la collaborazione con l’Est Europa, ha ricordato il senatore, attraverso la creazione nel 1989 dell’Iniziativa Centro Europea (InCE), organizzazione di cui tra l’altro ha quest’anno la presidenza di turno e che fornì assistenza agli Stati usciti dal comunismo dell’Europa centrale e balcanica per la transizione verso la democrazia e l’economia di mercato. Una collaborazione, quella con il V4, che Urso giudica strategica soprattutto dopo che con la Brexit e il rinnovo dell’accordo tra Francia e Germania l’Europa centrale assumerà un peso maggiore. Urso ha accennato alle tecnologie, come il 5G, che trasformeranno velocemente la nostra vita: sarebbe come quando dalle vecchie strade provinciali si è passati alle autostrade, ha sottolineato. Chi possiede le chiavi dei caselli autostradali del 5G diventa il “padrone” dell’intera autostrada, stabilendo nuovi assetti di valore e nuovi assetti di potere. In questo campo l’Occidente, e gli Usa, sono indietro rispetto alla Cina di almeno 3-4 anni. Per questa ragione, l’Europa deve ragionare in termini di creazione di “campioni europei” del settore, l’aggregazione di aziende di tale dimensione e potenzialità da potere competere sul mercato globale alla pari con i concorrenti cinesi, sebbene non disponagano degli aiuti statali di cui possono godere le imprese cinesi – spesso copartecipate dallo Stato. I campioni europei possono inoltre meglio tutelare la sicurezza (dei dati e del knowhow) e gli interessi economici anche dell’Italia, che rimane la seconda potenza manifatturiera europea.

Sono seguiti altri interventi sulla trasformazione digitale e dell’e-government di parte slovacca – un rappresentante dell’Agenzia slovacca per lo sviluppo del commercio e investimenti SARIO e il vice presidente di ITAS, l’Associazione slovacca dell’IT – e di altri relatori dalle ambasciate della Repubblica Ceca, della Polonia e dell’Ungheria in Italia.

Dopo una pausa, sono stati presentati quattro “case stories” di successo di aziende che fanno attività in uno o più paesi dell’area Visegrad. Per la Slovacchia è intervenuto Massimo Calearo, che con l’azienda di famiglia (la Calearo Antenne SpA) ha deciso di aprire nel 2003 una sede produttiva in Slovacchia, la Calearo Slovakia, insediata a Šamorín, 25 chilometri ad est di Bratislava per seguire l’evoluzione del settore atomobilistico andando a produrre vicino ai nuovi siti manifatturieri dei propri clienti internazionali. Dai campanelli per biciclette con cui nacque nel 1957, oggi la Calearo si è mutata in una impresa di altissima innovazione che produce antenne per il settore automobilistico e sistemi per l’auto connessa, intelligente e a guida autonoma. Massimo Calearo ha raccontato come è nata e si è sviluppata la decisione, e quali sono stati gli ostacoli da superare e i benefici ottenuti a regime. La Slovacchia, dove recentemente è stato ampliato l’impianto esistente, è poi stata la rampa di lancio per una nuova apertura in Cina, in vista dell’impegno dell’azienda negli Stati Uniti, che Massimo Calearo ha definito il vero mercato del futuro. Per le esperienze negli altri paesi del V4 sono intervenuti Luigi Lupoli di Leonardo, l’ex Finmeccanica che ha acquisito un produttore di elicotteri in Polonia dove impiega 3.000 persone, Alessandro Malnati ceo di GWC World, agenzia di comunicazione promozionale che ha stabilito una sede altamente performante a Praga, e Stefano Ligi che guida l’innovazione del gruppo petrolifero MOL (proprietario tra l’altro della slovacca Slovnaft) nella gestione delle proposte di miglioramento aziendale da parte dei dipendenti.

Il vicepremier Raši ha poi discusso, nel corso di incontri privati, con il senatore Urso e con Elio Gullo, direttore generale dell’Ufficio per l’Innovazione e la digitalizzazione del ministero della Funzione pubblica, e concesso alcune interviste, una delle quali a Buongiorno Slovacchia che sarà pubblicata nei prossimi giorni. Oggi ha poi fatto visita alla sede della Calearo di Isola Vicentina.

Il seminario Digital Dynamic Visegrad, il cui scopo era quello di sostenere e rafforzare le relazioni economiche esistenti tra i quattro paesi di Visegrad e l’Italia, è stato organizzato dall’Ambasciata Slovacca a Roma nell’ambito della presidenza slovacca V4 in cooperazione con le ambasciate di Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca.

(La Redazione)

Foto: B.Slovacchia, Amb.Slovacca,
vicepremier.gov.sk

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