Pellegrini: abbiamo bisogno di una nuova filosofia politica, “l’umanesimo digitale”

Il primo ministro Peter Pellegrini ha partecipato l’11 e il 12 marzo a Parigi al vertice dell’OCSE “Going Digital che ha riunito rappresentanti di governo di alto livello responsabili delle politiche relative all’economia digitale, con l’obiettivo di scambiare opinioni e condividere pratiche ed esperienze in settori chiave della politica. L’evento si è incentrato sui sette pilastri del quadro integrato della politica di trasformazione digitale dell’OCSE: migliorare l’accesso, aumentare l’uso effettivo, innescare meccanismi di innovazione, garantire posti di lavoro, promuovere la prosperità sociale, rafforzare la fiducia e favorire l’apertura del mercato.

La trasformazione digitale riguarda molti aspetti dell’economia e della società in un modo complesso e interrelato, costituisce l’ultimo passo compiuto dal processo di globalizzazione e un’importante sfida per le politiche in molti settori. Questo cambiamento richiede un approccio ampio e un quadro politico flessibile e lungimirante da parte dei governi, che dovranno rafforzare la collaborazione interna ed esterna per sfruttare appieno il potenziale della trasformazione digitale.

Il progetto “Going Digital” dell’OCSE sta sviluppando questo quadro politico integrato con l’obiettivo di fornire ai governi proposte per definire un futuro digitale comune che migliori i livelli di vita e accresca la crescita economica e il benessere.

Il primo ministro Pellegrini ha discusso la questione della trasformazione digitale con il segretario generale dell’OCSE, Ángel Gurría e il direttore generale dell’UNESCO Audrey Azoulay, sottolineando non solo l’importanza della transizione digitale per tutti, ma anche la necessità di assumere una nuova filosofia politica. Il cosiddetto “umanesimo digitale” consente alle aziende di utilizzare la tecnologia per ridefinire il modo in cui le persone raggiungono i loro obiettivi, in modi inimmaginabili fino a pochi anni fa. Al premier slovacco l’onore dell’intervento di apertura del vertice digitale.

DIGITÁLNY SAMIT OECD Moja prvá návšteva #OECD v pozícii premiéra SR. Predniesol som otvárací prejav na Digitálnom…

Uverejnil používateľ Peter Pellegrini Pondelok 11. marca 2019

Nel settore dell’industria 4.0 è nata la figura dell’“umanista digitale”, responsabile dell’implementazione di un nuovo livello di automazione e gestione nell’organizzazione dell’azienda. Grazie alle proprie capacità e competenze digitali egli è in grado di ottimizzare i sistemi esistenti e costruire nuovi sistemi. Tuttavia, non si tratta solo della conoscenza delle attuali tecnologie emergenti, come l’internet delle cose, i big data, il cloud computing, l’intelligenza artificiale, i sistemi ciberfisici, la robotica collaborativa, la realtà aumentata o il blockchain. L’umanista digitale deve orientare la propria strategia attraverso una nuova cultura e una nuova visione aziendale per creare un perfetto equilibrio tra realtà progettata e implementazione tecnologica. Il suo compito è valutare i rischi, identificare le lacune, trovare soluzioni reali ai problemi reali. Questo tipo di compito è strettamente correlato al pensiero analitico, critico e creativo.

Le macchine intelligenti possono aumentare le capacità dell’essere umano, ma non possono sostituire completamente la mente umana. Ciò che si può raggiungere è una simbiosi tra intelligenza umana e intelligenza artificiale, attraverso la creazione di una macchina sempre più umana e un uomo sempre più “informatizzato”. Tuttavia, ottenere un’intelligenza artificiale simile a quella umana comporta la creazione di macchine sensibili e capaci di evolversi, e questo è un obiettivo molto difficile da raggiungere.

L’umanesimo digitale e il “rinascimento industriale” possono essere il modo di affrontare il processo di trasformazione tecnologica della società. La Slovacchia si trova nella fase giusta per progettare la propria politica e avviare progetti relativi all’Industria 4.0. Deve farlo, se vuole mantenere il proprio livello di competitività in un mercato sempre più globale. Puntare su una formazione umanistica e digitale dei profili professionali significa anche combinare il patrimonio culturale con il progresso tecnologico, “tecnologizzare l’umanesimo” e “umanizzare la tecnologia”. Questo è il significato profondo dell’umanesimo digitale: abbiamo bisogno di apprendere una nuova filosofia che ci permetta di usare in modo intelligente una tecnologia orientata alla conservazione della cultura e dei valori etici, per creare una “società della conoscenza” connessa e autenticamente democratica, capace di sviluppare la creatività.
L’uomo è la misura di tutte le cose“: questo deve continuare ad essere lo spirito della “nuovo rinascimento”.

Secondo Pellegrini, in alcuni campi della digitalizzazione la Slovacchia supera la media OCSE, «ad esempio nella quota di cittadini che usano Internet per fare acquisti» o nella «maggiore partecipazione femminile nel settore IT rispetto alla media dei paesi dell’OCSE», ha affermato. Ma ci sono aree in cui la Slovacchia è in ritardo, come «nel caso delle piccole e medie imprese», che in qualche modo «potrebbero non essere consapevoli dei benefici che le tecnologie digitali possono portare loro». Nella copertura di Internet, la Slovacchia si piazza all’incirca nella media, ma, assicura il premier, «Faremo del nostro meglio per aumentare il numero di famiglie collegate direttamente alla fibra e ad Internet ad alta velocità nei prossimi anni».

(Fonte Buenos días Eslovquia)

Foto Vlada SR
Illustr: Leonardo, edit. BS

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