Il ministero degli Esteri chiama per chiarimenti l’ambasciatore russo Fedotov

Il ministero degli Esteri ha convocato la scorsa settomana l’ambasciatore russo in Slovacchia Alexei Fedotov dopo che questi aveva criticato su un social network un alto rappresentante del governo slovacco. L’ambasciata della Russia aveva preso di mira il segretario di Stato al ministero della Difesa Robert Ondrejcsák, scrivendo che «Finché un tale funzionario è alla guida del ministero, i cittadini slovacchi non possono sentirsi veramente al sicuro». Con quel testo intendeva criticare le affermazioni di Ondrejcsák in un articolo scritto per il quotidiano Sme sull’occupazione russa della Crimea. Nell’articolo, intitolato “Cinque anni dopo la Crimea: la guerra non è un tabù in Europa”, il sottosegretario ha scritto che «in primo luogo, nei documenti strategici russi l’Occidente, la NATO e l’UE sono [indicati come] nemici, in secondo luogo siamo nemici nelle dichiarazioni politiche, in terzo luogo, nelle esercitazioni militari delle forze russe siamo considerati i principali nemici e [loro] stanno praticando operazioni offensive contro di noi. Questa è la realtà». Nella diatriba, anche il ministro della giustizia Gábor Gál ha sostenuto il collega di partito (Most-Hid) Ondrejcsák, dicendo che egli è uno dei massimi esperti slovacchi di politica di difesa e pertanto è assolutamente legittima la sua permanenza in carica.

Il ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajčák aveva immediatamente condannato la dichiarazione della Russia, affermando che l’ambasciata aveva oltrepassato i confini del comportamento onorevole dovuto ai diplomatici. Il ministero aveva pure ricevuto una nota diplomatica dall’ambasciata con la quale si biasimavano le parole del sottosegretario Ondrejcsák e chiedevano conferme su quanto dell’opinione del funzionario fosse condiviso ufficialmente dal governo slovacco.  Lajčák aveva informato che presto sarebbe stata preparata una risposta scritta alla rappresentanza diplomatica, in cui spiegare che no, le idee di Ondrejcsák non ritraggono la posizione ufficiale della Slovacchia sui rapporto con la Russia. In ogni caso, ha detto il ministro, l’ambasciata non ha alcun diritto di criticare funzionari della Repubblica Slovacca.

L’ambasciatore Fedotov è stato poi convocato al ministero per chiarimenti e per consegnargli la risposta ufficiale. In seguito, il direttore generale della sezione politica del ministero Marian Jakubocy ha detto di avere affermato nella riunione che la cooperazione tra Slovacchia e Federazione Russa si basa sul principio di cooperazione, sovranità e rispetto reciproco. La Slovacchia intende dunque sviluppare relazioni adeguate con la Russia in questa maniera, ed è «inaccettabile per un’ambasciata commentare e valutare pubblicamente un rappresentante del paese ospitante». Jakubocy ha dichiarato che i punti espressi nell’articolo non riflettono la posizione ufficiale del governo slovacco. Ma avrebbe dichiarato, secondo una nota del ministero, che è «molto inquietante per la sicurezza della Slovacchia che «siano stati violati i principi fondamentali del diritto internazionale annettendo una parte dell’Ucraina alla Russia sulla base di un referendum illegittimo e illegale in Crimea e Sebastopoli». Nel testo si ricorda che la Slovacchia difende e rispetta pienamente il principio dell’iimmutabilità delle frontiere e sostiene la sovranità dell’Ucraina e la sua integrità territoriale entro i confini internazionalmente riconosciuti.

Non è la prima volta che Robert Ondrejcsák esprime opinioni filooccidentali che si trovano in contrasto con lo stesso ministro della Difesa Peter Gajdos, il cui Partito nazionale slovacco (SNS) non nasconde di preferire partnership con la Russia che non con gli Stati Uniti. Nacque un caso, ad esempio, quando il sottosegretario espresse il sospetto che per il rinnovamento della flotta di aerei da combattimento si volesse acquistare velivoli da Mosca. Qualche mese dopo lo stesso vice ministro provocò frizioni tra i due partiti minori della maggioranza sulle metologie previste per le commesse sui mezzi corazzati a 4 e 8 ruote motrici.

(Red)

Foto: l’ambasciata di Russia a Bratislava

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