Visegrad 4: tasse, economia, ambiente, commercio e investimenti

Slovacchia

Nella prossima sessione parlamentare, il Partito Nazionale Slovacco (Slovenská Národná Strana, SNS) intende presentare cinque progetti di legge riguardanti vari tagli fiscali e l’obbligo per i ristoranti di indicare l’origine delle carni nei loro menu. SNS vuole proporre la riduzione dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche al 15% a partire dal 1° gennaio 2020 e la riduzione dell’IVA sugli alimenti e la stampa al 10%. Il Ministero delle Finanze ha espresso parere critico nei confronti delle proposte, che a suo avviso, dovrebbero essere oggetto di un accordo di coalizione. La loro eventuale approvazione comporterebbe una drastica modifica degli obiettivi di bilancio equilibrato stabiliti dal governo e potrebbe avere effetti negativi sulle finanze pubbliche.

Gli imprenditori criticano le leggi adottate recentemente per regolare i rapporti commerciali, i prezzi e i margini nella vendita al dettaglio. Nel sondaggio realizzato dall’Alleanza Imprenditoriale della Slovacchia (PAS) in collaborazione con l’istituto INEKO su un campione di 133 imprenditori di tutto il Paese, il 63% ha espresso parere negativo sulle nuove misure legislative. “Se il Governo e il Parlamento approvano le norme fondamentali senza analizzare il problema e gli impatti potenziali, c’è un aumentato rischio di adottare misure che limitino il mercato e non apportino benefici alla società”, ha commentato associazione in un comunicato stampa.

I produttori alimentari slovacchi hanno presentato prodotti ad alto potenziale di esportazione nell’ambito di “Gulfood Dubai”, la più grande esposizione internazionale annuale di alimenti e bevande che si è svolta negli Emirati Arabi Uniti tra il 17 e il 21 febbraio. “I produttori slovacchi sono in grado di produrre la massima qualità richiesta anche in Medio Oriente”, ha dichiarato la Ministra dell’agricoltura e dello sviluppo rurale Gabriela Matečná. A Dubai sono stati presentati, tra gli altri, prodotti lattiero-caseari, marmellate di frutta, bevande energetiche, cioccolato, prodotti biologici (snack, latte, farro e olio di girasole), alimenti integrali, succhi di frutta, aceto e senape. L’esposizione dei prodotti nazionali è stata organizzata dall’Agenzia slovacca per gli investimenti e lo sviluppo commerciale (SARIO) in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura.

Il 27 febbraio il governo ha approvato la nuova strategia ambientale nazionale, intitolata “Greener Slovakia – La strategia per la politica ambientale della Repubblica slovacca”, o EnviroStrategy 2030. Il segretario di Stato al ministero dell’Ambiente Norbert Kurilla, il ministro dell’ambiente László Sólymos e il co-fondatore della societa Green Group, Constantin Damov, hanno annunciato nuovi investimenti “verdi” per garantire una migliore qualità dell’aria, la gestione efficiente dei rifiuti, la protezione delle acque e delle foreste e la riduzione dell’energia prodotta dal carbone.
La strategia è stata ideata nel corso di due anni dall’Istituto per la politica ambientale (IEP), che opera all’interno del Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con 160 esperti di vari ministeri e settori interessati. Il documento stabilisce obiettivi concreti e misurabili che dovrebbero essere raggiunti entro il 2030 in varie aree: la protezione dell’acqua, la biodiversità, i cambiamenti climatici e la protezione dell’aria, nonché l’economia verde. La strategia mira a supportare sistemi di riscaldamento più efficienti, ad aumentare del 70% gli appalti pubblici verdi entro il 2030, a promuovere programmi di educazione ambientale, a rafforzare i poteri dei parchi nazionali e a perseguire il disboscamento sostenibile. Il 75% dell’area dei parchi nazionali dovrebbe diventare territorio “senza intervento umano” entro il 2030.

Repubblica Ceca

“Chinfluence” è il progetto di ricerca avviato nel 2017 dall’Universitá Palacký di Olomouc per studiare l’influenza culturale e politica della Cina nei quattro Paesi del Gruppo di Visegrado (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia). http://www.chinfluence.eu/about/ Negli ultimi anni l’Europa centrale è diventata sempre più attraente per gli investitori cinesi, mentre l’opinione pubblica ceca continua ad essere divisa sull’opportunita di legami economici piú stretti tra Europa e Cina.
“Con questo progetto, cerchiamo di spiegare che cosa sia la Cina e come si rapporta con i suoi vicini, perché se agiamo nella paura agiremo in modo irrazionale e se non formuleremo una nostra specifica visione saremo manipolati”, ha detto Frantisšek Kratochvil, capo del Dipartimento di Studi Asiatici dell’università. Il team di ricerca di Chinfluence si dedica all’analisi dei media cechi, ungheresi e slovacchi e ad un’analisi dei social network di giornalisti, politici e uomini d’affari che promuovono le relazioni con la Cina, conducendo anche una campagna di sensibilizzazione mirata a diffondere la conoscenza dell’influenza cinese.

La Repubblica ceca adotterà una politica più severa nella lotta contro le emissioni di gas serra e prenderà nuove misure contro la combustione del carbone, in base alla direttiva europea. Secondo gli ultimi dati, nel territorio ceco sono state prodotte 547,8 tonnellate di emissioni di gas a effetto serra, il 132% in più rispetto alla media UE, e la fonte principale di inquinamento è l’industria energetica.
L’Unione europea ha costretto i produttori a passare dal carbone a fonti di energia più pulite mediante la cosiddetta strategia dei “crediti di carbonio”. Si tratta di uno strumento di finanza climatica utilizzato per controllare le emissioni di gas serra a livello internazionale (ogni credito equivale all’emissione autorizzata di una tonnellata di anidride carbonica nell’atmosfera).
Il sistema è stato progettato per aiutare le aziende che non rilasciano o riducono le emissioni e sanzionare quelle che emettono gas inquinanti più di quanto consentito. Tuttavia, poiché i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative, molti osservatori ritengono che sará necessario adottare misure più drastiche in tempi brevi.

Il tasso complessivo di criminalità nel Paese è diminuito negli ultimi anni, ma la criminalità informatica ha registrato un aumento del 400% negli ultimi sette anni. Cosí ha dichiarato il direttore del dipartimento di prevenzione del crimine del Ministero dell’Interno, Michal Barborík. Nel 2011, la polizia ha registrato 1.500 atti criminali commessi su Internet, ma la cifra è salita a quasi 7.000 entro il 2018. Va anche segnalato che circa il 90% del crimine informatico rimane nascosto.

Ungheria

I risultati economici dell’Ungheria sono stati riconosciuti anche dai critici più aspri, ha detto il ministro delle finanze Mihály Varga, commentando i recenti rating del Paese. Fitch Ratings e Standard and Poor’s hanno aumentato le valutazioni della capacitá del Paese di rispettare gli obblighi finanzari da “BBB-” a “BBB”, con prospettive stabili. Le valutazioni delle agenzie di rating coincidono con le aspettative del governo e con le cifre dell’Ufficio Statistico, che indicano una crescita dell’economia ungherese di quasi il 5% in tutti i settori nell’ultimo trimestre del 2018.
Questo significa, ha detto Varga, che l’Ungheria è tra i leader in termini sia europei che regionali, in controtendenza con la zona euro e la Germania, caratterizzate da una fase di rallentamento. Il debito pubblico è stato ridotto dall’83% del PIL a meno del 71%, mentre il numero degli occupati è salito da 3,8 milioni nel 2010 a 4,5 milioni nel 2018, ha detto Varga. Il tasso di disoccupazione dell’Ungheria al 3,6% è tra i quattro piu bassi dell’UE, ha aggiunto. Le retribuzioni lorde sono cresciute di oltre l’11% lo scorso anno e l’inflazione è rimasta sotto il 3%.

L’Ungheria e la Slovacchia non sono solo vicini, ma alleati, ha detto il Ministro degli Esteri Péter Szijjártó durante l’incontro con il suo omologo slovacco, Miroslav Lajčák. La cooperazione tra i due Paesi su questioni riguardanti il​futuro dell’Unione Europea è solida, ha affermato. Sia l’Ungheria che la Slovacchia hanno espresso un netto rifiuto al Global Compact per una “migrazione sicura, ordinata e regolare” e si sono opposte all’introduzione di quote obbligatorie di ricollocamento dei migranti. Nei dibattiti sul ciclo finanziario 2021-2027 dell’UE, entrambi i Paesi affermano che le nazioni dell’Europa centrale hanno diritto ai fondi di coesione dell’Unione Europea secondo i trattati dell’UE.

Lo scorso anno l’Agenzia ungherese per la promozione degli investimenti (HIPA) ha concluso con successo i negoziati per 98 progetti del valore complessivo di oltre 4,3 miliardi di euro. Gli investimenti permetteranno la creazione di più di 17.000 posti di lavoro. Quasi due miliardi di euro provengono da 28 società tedesche e si prevede che creeranno 7.800 posti di lavoro. Le società di proprietà statunitense hanno deciso di effettuare 15 investimenti per un totale di 215 milioni di euro, creando 1.954 posti di lavoro. Il maggior numero di investimenti (36) si è registrato nel settore automobilistico, per un valore complessivo di 2,6 miliardi di euro con la previsione di quasi nuovi 11.000 posti di lavoro nel settore.

La legge fiscale per il 2019 prevede una serie di nuove norme, tra le quali l’innalzamento della soglia di esenzione dall’IVA da 8 milioni di fiorini (circa 25.000 euro) a 12 milioni di fiorini (circa 38.000 euro) annuali per le piccole imprese; l’abbassamento della tassa bancaria dallo 0,21% allo 0,2%, per un maggiore allineamento alle normative europee in questo ambito; l’introduzione di un beneficio fiscale per gli impiegati nel settore della ricerca e sviluppo, con il dimezzamento dei contributi da versare; la riduzione del percorso burocratico per le imprese, che non saranno piú obbligate a comunicare i dati sulla qualificazione e l’istruzione di ciascun impiegato.
Nei prossimi anni il governo ungherese intende introdurre ulteriori tagli fiscali, secondo quanto ha dichiarato il ministro delle finanze Mihály Varga. Gli indicatori economici dell’Ungheria permangono positivi e il tasso di crescita dello scorso anno ha superato il 4,6%. La crescita economica del 5,2% registrata nel terzo trimestre del 2018 è stata la terza più alta percentuale nell’Unione Europea, ha aggiunto il ministro. Secondo alcuni analisti, la tendenza continuerà ancora quest’anno, superando anche le aspettative. Tuttavia, in previsione di un generale rallentamento dell’economia globale, sará opportuno introdurre misure adeguate per mantenere i buoni risultati economici del Paese.

Polonia

La Commissione Europea richiederà alla Polonia relazioni mensili sulle ispezioni effettuate in vari macelli. Una delegazione di funzionari della CE ha effettuato ispezioni in 1.300 macelli polacchi tra il 4 e l’8 febbraio. I risultati preliminari di tali ispezioni, presentati a Bruxelles l’11 febbraio, indicano una serie di carenze nel sistema di controllo nei mattatoi. La Commissione Europea ha pertanto invitato le autorità polacche a presentare provvedimenti per risolvere tali carenze. Il rapporto finale sulle irregolarità dei macelli che hanno venduto carne di mucche malate sarà presentata entro la fine di marzo.

Il Ministro dell’Imprenditoria e della Tecnologia Jadwiga Emilewicz ha detto che gli ultimi dati sulla produzione industriale polacca sono eccellenti. L’Ufficio Statistico Centrale (GUS) ha annunciato che la produzione industriale della Polonia è aumentata del 7,4% su base annua a dicembre del 2018 e del 6,1% su base annua a gennaio 2019. I guadagni più consistenti sono stati registrati nei settori manifatturiero, minerario ed estrattivo. Secondo gli analisti economici del network internazionale FocusEconomics, la produzione industriale crescerà del 4,8% nel 2019 e del 4,7% nel 2020.

(Fonte Buenos días Eslovaquia)

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