Sono trenta i nomi che si (ri)candidano a giudice della Corte costituzionale

Sono scaduti martedì i termini per presentare le candidature a giudici della Corte costituzionale che dovranno passare l’esame per Parlamento nella sessione parlamentare di fine mese. L’aula dovrà, dopo l’esame di ogni candidato in una seduta della commissione parlamentare costituzionale, eleggere diciotto nomi di candidati tra i quali in seguito il capo dello Stato ne nominerà nove alla Corte. Lo scorso mese due votazioni di seguito sono state abortite dall’ostruzione del partito di maggioranza relativa Smer-SD. Al momento la Corte costituzionale sta funzionando in regime speciale dal 16 febbraio con un solo senato composto dai quattro giudici rimasti dopo la scadenza dei mandati di nove giudici tra cui la presidente Iveta Macejková. Il numero ridotto di giudici in piena funzione non permetterebbe alla Corte di deliberare se si dovessero riscontrare problemi nelle imminenti elezioni presidenziali (primo turno il 16 marzo).

Fino al penultimo giorno (lunedì) erano appena dodici i candidati ufficiali, secondo quanto affermava il capo della commissione costituzionale Robert Madej (Smer-SD). Ma nelle ultime ore prima della scadenza anche altri si sono affrettati a inviare la propria candidatura, per arrivare a un numero totale di trenta candidati. Solamente cinque sono i nomi nuovi rispetto alla tornata di votazione di febbraio, quando si erano presentati in quaranta. Mancano ora alcuni nomi importanti, come quello del leader di Smer-SD Robert Fico, il segretario di Stato alla Giustizia Monika Jankovská (Smer-SD) e il deputato Peter Kresák di Most-Híd, sul quale ultimamente sono girate voci di un coinvolgimento con la polizia politica durante il regime comunista. Tra i trenta candidati ci sono ancora dei politici, come ad esempio la deputata Edita Pfundtner (Most-Híd), Radoslav Procházka (ex leader del partito Siet ed ex candidato alla presidenza nel 2014), ma anche l’attuale presidente della Corte Suprema, giudice Daniela Švecová.

Róbert Madej (Smer-SD), capo della commissione costituzionale che dovrà audire i cinque nuovi candidati prima di fare il via libera al voto in aula plenaria (gli altri hanno già passato l’esame preliminare), pensa che ci sia un numero sufficiente di buoni candidati tra i quali scegliere la short-list da presentare al capo dello Stato. Il Parlamento sarò chiamato a votare a partire dal 26 gennaio. Rimane l’ostacolo della modalità di voto, che il partito socialdemocratico Smer-SD vuole a scrutinio segreto, mentre l’opposizione e i partiti di coalizione Most-Hid e SNS hanno scelto l’altra volta per il voto palese. Smer rimane anche dell’idea che non sia giusto che Andrej Kiska nomini nove giudici della Corte costituzionale, che rimarranno in carica per dodici anni, appena due mesi prima di finire il suo mandato.

(Red)

Foto ustavnysud.sk

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