La Congregazione italiana di Praga. Una storia secolare

In occasione delle celebrazioni per il centenario dell’apertura della rappresentanza italiana a Praga e dell’avvio delle relazioni diplomatiche, è stata inaugurata nei giorni scorsi, alla presenza dell’Ambasciatore Francesco Saverio Nisio e del Direttore dell’IIC Giovanni Sciola, una mostra permanente dedicata alla Congregazione italiana di Praga ad oltre 4 secoli dalla sua fondazione. Un omaggio alla Congregazione quale primo punto di contatto fra i due Paesi, attraverso l’esposizione nel matroneo dell’Istituto di materiali di archivio tra cui preziose pergamene, editti
imperiali, miniature e documenti storici.

La presenza italiana nell’attuale territorio della Repubblica Ceca vanta un’antica tradizione. Nella seconda metà del Cinquecento esisteva a Praga una nutrita colonia italiana composta principalmente da maestranze edili e mercanti stabilitisi nella città di Rodolfo II che, nel 1583, divenne capitale dell’Impero. Su impulso dei Gesuiti tra il 1573 e il 1575 la comunità italiana si diede
un’organizzazione stabile con la Congregazione della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo; un’istituzione con fini assistenziali e religiosi ispirata al modello delle Congregazioni Mariane dei collegi gesuitici. Gli scopi della Congregazione, sintetizzati nel motto “Pro Deo et paupere”, erano principalmente due: la difesa della fede cattolica nella Boemia protestante e la realizzazione di opere
caritatevoli come l’assistenza ai poveri e ai bisognosi senza riguardo per la loro fede religiosa. La Congregazione contribuì a rafforzare la coesione tra gli appartenenti alla minoranza italiana in
Boemia e, grazie alle sue opere caritatevoli, fu apprezzata dalla popolazione locale, ottenendo un prestigio tale da indurre molti cittadini non italiani a chiedere di esservi ammessi.

A causa del numero sempre maggiore di poveri e bisognosi assistiti, nel 1602 la Congregazione acquistò nel quartiere di Malá Strana la casa del confratello Domenico de Bossi, per farne sede di un ospedale. Il “Vlašský špitál”, dotato di una cappella dedicata alla Vergine Maria e a San Carlo Borromeo, fu attivo per molti anni e venne soppresso solo nel 1789 per volontà di Giuseppe II, per essere rifondato come orfanotrofio maschile il 7 settembre del 1804. L’orfanotrofio continuò la sua attività tra molte difficoltà fino al 1941, anno in cui fu soppresso a causa della guerra. La Congregazione, con delibera del 7 giugno 1942, sancì il passaggio allo Stato italiano sia della sede dell’ex ospedale e orfanotrofio di Malá Strana, oggi sede dell’Istituto Italiano di Cultura, sia della Cappella della Vergine Maria sulla via Karlova, nella Città Vecchia.

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La mostra “La Congregazione italiana di Praga. Una storia secolare” è stata allestita su iniziativa dell’Ambasciata d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura. Coordinamento generale: Giovanni Sciola;
progetto: Flavio R. G. Mela; redazione testi: Mauro Ruggiero e Flavio R. G. Mela; traduzioni: Lea Šupová; segreteria organizzativa: Jitka Michalčíková; fotografia: Francesco Bencivenga, Danilo De Rossi, Archivio fotografico dell’IIC; progetto grafico: Ivana Carrai.

La mostra, gli orari
L’esposizione è aperta al pubblico gratuitamente martedì e mercoledì, ore 09.00-13.00/13.30-17.30; venerdì, ore 09.00-13.00 presso l’Istituto Italiano di Cultura, Šporkova 14, Praga 1.
Qui si può scaricare il catalogo in versione italiana.

(Fonte IIC Praga)

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