Čaputová accelera e si avvicina alla presidenza mentre Šefčovič non avanza

A due settimane dal voto, previsto per sabato 16 marzo, dopo quello di cui abbiamo scritto martedì anche altri due sondaggi pubblicati oggi confermano la decisa leadership di Zuzana Čaputová tra i quindici candidati alle elezioni presidenziali, con percentuali che non lasciano adito a molti dubbi.

Secondo l’indagine realizzata per TV Markiza dall’agenzia Focus dopo il ritiro di Robert Mistrík, Čaputová raggiungerebbe il 44,8% dei voti, seguita dal 22,1% di Maroš Šefčovič. Questi i due nomi che andrebbero al ballottaggio due settimane più tardi. Al terzo posto sarebbe Štefan Harabin con il 12%, a sua volta seguito dal candidato di estrema destra Marian Kotleba fermo all’8,2%. Vengono poi František Mikloško (3,5%), Béla Bugár (3,2%), Eduard Chmelár (2,5%) e Milan Krajniak (2,4%). Tutti gli altri rimangono al di sotto dell’1%, e due di loro non si spostano dallo 0,0%: Ivan Zuzula e Bohumila Tauchmannová, l’altra donna che corre alla presidenza. Secondo il sondaggio, il 17% degli intervistati rimane indeciso, e il 5% ha dichiarato di non intendere recarsi ai seggi.

Mentre nell’altro sondaggio di AKO, anch’esso successivo all’abbandono di Mistrík, Čaputova addirittura supera la metà dei voti: il 52,9% degli 800 intervistati ha scelto lei, che potenzialmente potrebbe essere eletta al primo turno di voto. Secondo e Maroš Šefčovič al 16,7%, terzo Štefan Harabin all’11,4%. Questa indagine era stata ordinata dal team della presidentessa in pectore.

Tuttavia, le cose non potrebbero essere così semplici per lei, dato che – come ha confermato il ministero degli Interni – sulle schede elettorali saranno riportati i nomi di tutti i 15 candidati ammessi, incluso quello di Mistrík. Questo significa che elettori poco informati potrebbero comunque votare quello che era il candidato dei liberali, e buttare al vento un certo numero di voti che non aiuteranno nessuno. Il ministero avverte che nei tabelloni presenti in ogni seggio saranno presenti informazioni sui candidati che si sono ritirati. La cosa vale per Mistrík e anche per József Menyhárt, presidente del Partito della comunità ungherese (SMK), che ha rinunciato oggi. I candidati votabili rimangono dunque 13, salvo altre rinuncie che devono essere consegnate al ministero entro 48 ore precedenti l’apertura dei seggi.

Commentanto questi numeri, Čaputová ha dichiarato che le due indagini le assegnano una grande responsabilità, e che è suo desiderio è che nei giorni a venire la campagna elettorale continuerà «nello spirito giusto» con equità e correttezza. Al tempo stesso lei si aspetta che queste cifre lusinghiere comincino a seminare qualche timore «nelle menti dei potenti». Čaputová si è augurata che la sua strategia e onestà possano convincere «gli elettori conservatori», immaginando di potere essere sostenuta in modo chiaro «da parte delle persone religiose». «Voglio rivolgermi a tutti, perché siamo tutti frustrati dall’arroganza del potere e dell’ingiustizia», ​​ha detto.

OCEŇUJEM MISTRÍKA, PODPORUJEM ČAPUTOVÚVeľmi oceňujem postoj pána Mistríka, ktorý dnes urobil veľké rozhodnutie a…

Uverejnil používateľ Andrej Kiska Utorok 26. februára 2019

Il 26 febbraio Čaputova è stata invitata al palazzo presidenziale per un colloquio privato dal presidente Kiska, che le ha mostrato sostegno. Kiska, nonostante alcune controversie, rimane il politico più popolare nel paese. In un commento su Facebook, Kiska ha scritto: «Sarà un buon presidente della Repubblica Slovacca».

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Sempre oggi il candidato Harabin ha espresso preoccupani sull’equità della campagna presidenziale, che è messa im pericolo dai sondaggi elettorali, e accenna a ‘commercio di voti’. Harabin sta cercando il sostegno dei simpatizzanti del Partito nazionale slovacco (SNS), di Smer-SD, del Partito popolare Nostra Slovacchia (LSNS) e del Movimento cristiano democratico (KDH) con cui, dice, condivide diversi valori comuni. Harabin lamenta il fatto che i sondaggi stiano «manipolando il pubblico, e alcuni candidati che hanno rinunciato prima del primo turno stanno scambiando voti».

Il leader del Partito nazionale slovacco (SNS) Andrej Danko, che si sarebbe probabilmente candidato alla presidenza se non fosse incorso in uno scandalo per la sua tesi dottorale, ha dichiarato oggi in un video inviato ai media che il prossimo presidente dovrebbe essere qualcuno con un profondo ancoraggio nei valori nazionali, cristiani e sociali. Dicendosi dispiaciuto che i «partiti nazionali, cristiani e sociali non siano stati in grado di unirsi» per sostenere una candidatura unitaria», Danko ha dichiarato di essere deluso dall’approccio del partito alleato Smer-SD sulle elezioni presidenziali. Ha detto poi di essere sconcertato dai numeri che vengono attribuiti a Zuzana Čaputová, dicendo che «oggi le agenzie forti in termini di [copertura] media possono trasformare in presidente una ragazza sconosciuta».

Quando si vota
Il voto per il primo turno
delle presidenziali si terrà il 16 marzo, con i seggi aperti dalle 7:00 alle 22:00. Da domani, sabato 2 marzo, entrerà in vigore la moratoria sui sondaggi. Le campagne presidenziali in corso potranno continuare fino allla mezzanotte del 13 marzo, dopo di che entrerà in vigore una moratoria fino al voto. Un eventuale secondo avverrà il 30 marzo.

 

(La Redazione)

Foto CoolKoon cc by sa
Dushan Hanuska cc by sa

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