Commissione europea: Slovacchia molto bene, ma servono ulteriori riforme

L’economia della Slovacchia sta facendo bene, si legge nell’ultimo Rapporto nazionale Slovacchia 2019 uscito ieri, e il suo «straordinario sviluppo economico» dall’ingresso nell’Unione europea (il 1° maggio 2004) «ha posto le basi per una forte crescita futura». Gli sforzi «per rafforzare le finanze pubbliche hanno contribuito a creare stabilità e hanno spianato la strada a politiche per aiutare
la Slovacchia a modernizzare e innovare». Ci sono tuttavia dei ritardi in alcuni settori (mercato del lavoro, istruzione, infrastrutture, pubblica amministrazione e corruzione) che limitano il suo potenziale e sono di fondamentale importanza per la crescita futura. La qualità e l’efficienza delle istituzioni pubbliche in Slovacchia sono valutate insufficienti dalla Commissione UE, e nonostante le misure attuate per una semplificazione, i lunghi procedimenti negli appalti pubblici mettono a rischio il pieno utilizzo dei fondi europei. Viene tuttavia notato lo sforzo della Slovacchia nel recepire le raccomandazioni emesse dalla Commissione nel rapporto paese 2018.

Secondo l’esecutivo di Bruxelles, numerosi indicatori internazionali segnalano che la Slovacchia è tra i peggiori all’interno dell’UE nei confronti della corruzione. Il 45% della popolazione slovacca è dell’avviso che ci sia una diffusa abitudine a ricevere mazzette tra gli agenti di polizia, e che non abbiano troppi scrupoli nell’abusare della loro autorità per guadagno personale. Sebbene sia significativamente aumentato il numero di grandi indagini sulla corruzione nel paese, il rapporto nota che quella cifra rimane comunque molto bassa. Segni di miglioramento si osservano anche nel sistema giudiziario, ma persistono i dubbi sulla sua ‘efficacia, qualità e indipendenza.

La Commissione elogia, nel settore dell’istruzione, una misura preparata per ridurre l’età della frequenza scolastica obbligatoria e la creazione di un’agenzia di accreditamento indipendente per gli istituti universitari. Ma ricorda che c’è un peggioramento dei risultati degli studenti e la spesa per l’istruzione continua ad essere molto bassa. Nel rapporto, la Commissione ha poi rilevato anche una generale diminuzione della spesa pubblica per ricerca e innovazione.

Secondo le ultime previsioni della Commissione, «si prevede che il prodotto interno lordo (PIL) reale dovrebbe aumentare del 4,2% nel 2018 grazie alla solida crescita della spesa delle famiglie spinta a sua volta da una forte ripresa del mercato del lavoro e da sostanziosi aumenti salariali». «Si prevede che la crescita del PIL reale rimbalzi al 4,1% nel 2019 prima di rallentare leggermente al 3,5% nel 2020. Una combinazione di forte domanda interna e crescita sempre più forte nelle esportazioni nette sono alla base di questa prospettiva favorevole». Il trend positivo, dice la Commissione, è favorito dalla domanda estera, «in parte grazie all’espansione delle strutture produttive nel settore manifatturiero pesante per le esportazioni». Il bilancio pubblico dovrebbe confermarsi in pareggio per il 2019, «e si prevede che il rapporto tra debito pubblico e PIL scenderà al di sotto del 47% del PIL»

Quanto all’occupazione, i funzionari europei notano che la situazione del mercato del lavoro è migliorata, e «il tasso di occupazione (delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni) è salito al 72,5% nel terzo trimestre del 2018. Il tasso di disoccupazione è sceso al minimo storico del 6,1% nel quarto trimestre (destagionalizzato)». Il documento nota tuttavia che «È improbabile che si possa sostenere il recente ritmo di creazione di posti di lavoro» anche nel prossimo periodo.

(Red)

Foto Matthias v.d. Elbe cc by sa
Foto pixabay

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