Il primo ministro Peter Pellegrini promette aiuti ai costruttori di auto

Il primo ministro Peter Pellegrini ha incontrato giovedì presso il palazzo del governo i rappresentanti delle case automobilistiche in Slovacchia, e ha loro promesso che «il governo non adotterà alcuna misura quest’anno che possa aumentare i costi dell’industria automobilistica». I costruttori di automobili lamentano che le recenti misure governative –  tra le quali quelle che riguardano 13esima e 14esima retribuzione, i buoni ricreazionali e turistici e gli aumenti alla remunerazione oraria per il lavoro notturno e nel fine settimana – provocano un rincaro del costo del lavoro. L’industria dell’auto è uno dei settori cruciali dell’industria in Slovacchia. Nonostante abbia avuto e tutt’ora abbia risultati molto buoni, ha ammesso Pellegrini, per la sostenibilità del comparto nel futuro è necessario creare oggi le condizioni per un ulteriore sviluppo.

L’Associazione ZAP che raggruppa le industria del settore da tempo segnala i rischi nello sviluppo dell’economia e dell’industria automobilistica. Già durante una riunione congiunta nel novembre 2017 le imprese del settore chiedevano misure per affrontare la grave carenza di forza lavoro e l’inadeguatezza del sistema educativo del paese, che sforna studenti con qualifiche non in linea con le richieste delle aziende. Gli operatori ammettono che nel frattempo ci sono stati progressi ma problemi sono sempre presenti e c’è bisogno che si dia una forte accelerazione al ritmo delle azioni intraprese da parte del governo.

Una delle principali richieste avanzate dai produttori di automobili è la prevedibilità dello sviluppo futuro e la stabilità dei costi. Oggi si decide quel che accadrà in Slovacchia nei prossimi cinque-sette anni, perché è oggi che le case costruttrici stanno pianificando i nuovi modelli per i prossimi anni, e hanno la necessità di conoscere i costi da mettere in conto.

Pellegrini ha dichiarato che una delle prime conclusioni del negoziato è «l’impegno del governo slovacco a non approvare durante tutto l’anno misure che avrebbero effetti tangibili sui costi della produzione automobilistica». Tra le altre misure a sostegno dei costruttori slovacchi ci sarà l’introduzione di un programma speciale per la costruzione di appartamenti in affitto (per i dipendenti), aumenti dei contributi a favore dei lavoratori delle regioni più distanti (da 50 a 100 euro) e il sostegno all’educazione duale (l’alternativa scuola-lavoro). Tutte misure da mettere in campo «nel più breve tempo possibile». Per questa ragione, il ministro dell’Economia Peter Ziga (Smer-SD) si è impegnato a presentare già nelle prossime settimane una proposta in cui vengono specifici i compiti per i singoli ministeri.

I rappresentanti di ZAP affermano che oltre alle misure urgenti, l’incontro ha avuto lo scopo di stabilire un «sistema su come operare in futuro» congiuntamente con il governo. E sottolineano che la necessità di una forza lavoro qualificata deve partire dai programmi scolastici e da una migliore promozione della ricerca, e da una semplificazione delle condizioni per la gestione dei rifiuti e la protezione dell’ambiente. Governo e produttori hanno concordato di tenere in futuro incontri regolari.

Pellegrini ha preso l’impegno per tutto il governo ad adottare misure correttive nel caso gli Stati Uniti aumentino i dazi sulle auto prodotte in Unione europea. E ha detto che il governo aumenterà la super detrazione dei costi di ricerca e sviluppo dall’attuale 100% al 150% entro la fine dell’anno e addirittura al 200% nel 2020. Con questo aiuto, si stima che le aziende del comparto saranno in grado di triplicare la spesa in ricerca e sviluppo.

Nell’incontro si è anche parlato della rivoluzione in arrivo nel settode dell’auto con la mobilità elettrica e la necessità di ridurre significativamente le emissioni. Vanno fatto oggi i piani a medio termine anche in questo senso per mantenere la Slovacchia tra i leader dell’industria dell’auto europea ed evitare contraccolpi per l’economia e il numero di posti di lavoro. I costruttori chiedono un supporto sistemico per costruire infrastrutture per l’elettromobilità e sostenere l’acquisto di auto elettriche o veicoli a propulsione alternativi, tutte questioni che sono state incluse nel piano d’azione per l’elettromobilità.

Oggi la Slovacchia è leader globale per numero di automobili prodotte pro capite (198 auto per 1.000 abitanti) e la quota di produzione automobilistica nel paese vale il 46,6% della produzione industriale nazionale. Le aziende del settore in Slovacchia stanno tuttavia già avvertendo i primi segnali di raffreddamento dell’economia, e dopo dopo diversi anni di continua crescita hanno cominciato a fare piani di riduzione del personale e di ottimizzazione della produzione. Solo Volkswagen, la più grande società del comparto, ha annunciato pochi giorni fa la dismissione di 3.000 lavoratori. A salvare il settore è tuttavia il nuovo impianto di Jaguar Land Rover, che in questi giorni sta assumendo circa 800 persone.

(La Redazione)

Foto bratislava-motor-city.com

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