Gli italiani all’estero sono ormai la quarta regione d’Italia

In occasione del seminario che si è tenuto il 21 febbraio alla Camera dei Deputati dal titolo “Giovani Italiani all’Estero. Rientro. Popolamento. Solidarietà”, è intervenuto anche il Direttore generale per gli italiani nel mondo Luigi Maria Vignali, che, con riferimento al fenomeno migratorio, ha parlato di «tema attuale che non va demonizzato, ma le cui dimensioni sono davvero preoccupanti, soprattutto perché non c’è circolarità». Dimensioni che, per quanto riguarda le partenze dei giovani, «ricorda i numeri degli anni Settanta. Secondo le stime», ha detto Vignali, «ogni anno partono 120 mila giovani, ma qualcuno parla di oltre 200 mila partenze».

Una comunità enorme, quella italiana, talmente grande da costituire, con le sue oltre 5 milioni di unità, «la quarta regione italiana dopo Lombardia, Lazio e Campania. E questo considerando solamente gli iscritti all’AIRE. Contando anche i non iscritti, gli italiani nel mondo potrebbero essere già la terza o la seconda regione».

Tra le città, Londra si posiziona al nono posto per numero di italiani, davanti a Bari e Catania e poco prima di Firenze. «Il tema del rientro è assai complesso», ha aggiunto Luigi Maria Vignali, «Ci sono molte cause che lo impediscono. Se non vengono meno i fattori che inducono a partire sarà difficile far rientrare i nostri giovani».

A questo punto, Vignali ha parlato di 5 linee d’azione per tentare di arginare il fenomeno e invertire la rotta:

  1. Continuare a intercettare i giovani italiani all’estero per comprenderne i bisogni, parlarci, costruire momenti di aggregazione e incontro;
  2. Agevolarli nel processo di integrazione, fornire loro strumenti adeguati per muoversi nella nuova realtà. Proprio nelle prossime settimane sarà messa a punto un’applicazione per informare i giovani sulle iniziative della rete consolare italiana;
  3. Mantenere un dialogo con i giovani che tendono a sfuggire dai percorsi soliti di associazionismo italiano. Si fanno vedere poco in questi contesti, in questi circoli e luoghi di aggregazione fisica. Non sono abituati, preferiscono i social network. Quindi dobbiamo mantenere vivo il dialogo anche attraverso i social;
  4. Far incrociare questi giovani con le nuove generazioni dell’emigrazione storica. Gli italiani nati in loco e con i quali ci possono essere momenti importanti di scambio, di incontro culturale, affinchè possa essere valorizzato il potenziale di questi giovani italiani: una risorsa per il sistema paese. Gli italiani all’estero sono moltiplicatori di italianità, catalizzatori del sistema paese, né è una prova il fatto che l’export italiano aumenta nei paesi dove ci sono le collettività italiane più forti e meglio insediate;
  5. La rete consolare deve avviare un’operazione importante che io chiamo “mappatura dei talenti” per individuare i migliori testimonial, i principali attori del sistema paese all’estero.

(aise)

Illustrazione: BS

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