Approvate nuove regole per la concessione dei visti per l’UE

Gli Stati membri dell’Unione Europea hanno approvato il 21 febbraio l’accordo raggiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio sulla proposta della Commissione volta a modernizzare la politica comune dei visti dell’UE, adeguandone le norme all’evoluzione dei problemi in materia di sicurezza, alle sfide connesse alla migrazione e alle nuove opportunità offerte dagli sviluppi tecnologici.
I cambiamenti concordati renderanno più facile per i viaggiatori in regola ottenere un visto per recarsi in Europa, agevolando così il turismo, il commercio e gli affari, e al contempo rafforzeranno la sicurezza e ridurranno i rischi di migrazione irregolare.

“Mi rallegro che sia stato raggiunto un accordo su questo argomento importante”, ha commentato Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza. “Le nuove regole sui visti faciliteranno i viaggi dei milioni di viaggiatori in regola che ogni anno visitano l’UE, a vantaggio della nostra industria dei viaggi e del turismo. Contemporaneamente, miglioreranno e rafforzeranno le nostre norme di sicurezza, permettendoci di individuare coloro che non hanno diritto a entrare nell’UE. Ci consentiranno inoltre di usare la nostra politica comune dei visti come incentivo nella cooperazione con i paesi terzi per il rimpatrio e la riammissione dei migranti in posizione irregolare”.

LE NUOVE REGOLE

Procedure più flessibili: i viaggiatori potranno presentare la domanda fino a sei mesi in anticipo rispetto al viaggio previsto (nove mesi per i marittimi), invece che con gli attuali tre mesi di anticipo, e, nella maggior parte dei casi, direttamente nel loro paese di residenza. Dove ne avranno disponibilità, potranno anche compilare e firmare la domanda per via elettronica. I minori di età compresa tra sei e 18 anni potranno essere esonerati dai diritti per i visti.
Visti per ingressi multipli con un periodo di validità più lungo: grazie all’introduzione di norme comuni obbligatorie, coloro che viaggiano di frequente e hanno trascorsi soddisfacenti sotto il profilo dei visti potranno ricevere visti per ingressi multipli con un periodo di validità che aumenterà gradualmente da un anno a un massimo di cinque anni, il che risparmierà tempo e denaro tanto ai richiedenti quanto agli Stati membri. Il rispetto delle condizioni di ingresso da parte dei viaggiatori sarà controllato accuratamente e ripetutamente in tutti i casi.
Risorse aggiuntive per rafforzare la sicurezza: dato che negli ultimi anni i costi di trattamento sono notevolmente cresciuti, sarà introdotto un aumento moderato dei diritti di visto (da 60 a 80 euro). Questo lieve aumento permetterà agli Stati membri di mantenere al livello adeguato il personale consolare in tutto il mondo, per garantire un rafforzamento dei controlli di sicurezza e un aggiornamento dell’attrezzatura informatica e del software, senza peraltro rappresentare un ostacolo per i richiedenti il visto.
Una migliore cooperazione sulla riammissione: le condizioni per il trattamento delle domande di visto potranno essere adeguate a seconda che i paesi terzi cooperino o meno in modo soddisfacente ai fini del rimpatrio e della riammissione dei migranti in posizione irregolare, in particolare per quanto riguarda la durata massima del trattamento delle domande, il termine di validità dei visti rilasciati, l’entità dei diritti per i visti e l’esenzione da tali diritti per alcuni viaggiatori.

PROSSIME TAPPE
Il 29 gennaio il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla proposta della Commissione volta a modernizzare la politica dei visti dell’UE. L’accordo, che oggi è stato confermato dagli Stati membri, dovrà ora essere approvato anche dal Parlamento europeo. Il Parlamento europeo e il Consiglio dovranno poi adottare formalmente il regolamento. Il testo adottato sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e sei mesi dopo le nuove regole saranno applicabili.
Parallelamente sono in corso negoziati sulla proposta della Commissione volta a migliorare il sistema d’informazione visti (la banca dati contenente informazioni sulle persone che chiedono un visto Schengen). Anche questa iniziativa fa parte della riforma della politica comune dei visti dell’UE e mira a proteggere meglio le frontiere esterne dell’Unione.

I VISTI IN EUROPA
L’industria del turismo e dei viaggi svolge un ruolo cruciale nell’economia europea, rappresentando circa il 10% del PIL dell’UE. Malgrado gli Stati membri dell’UE ospitino alcune tra le principali destinazioni turistiche del mondo, le procedure lunghe e farraginose possono dissuadere i turisti dal recarsi in Europa, dirottando in altri paesi gli investimenti e le spese e influendo negativamente sull’economia dell’Unione. I vantaggi del regime dei visti devono però essere bilanciati da misure che permettano di rispondere adeguatamente alle sfide attuali e future nel campo della sicurezza e della migrazione.
La politica comune dei visti dell’UE facilita i viaggi nell’UE a fini turistici e di affari, contribuendo così all’economia e alla crescita dell’Unione, ai contatti interpersonali e agli scambi culturali. Solo nel 2017 sono stati rilasciati più di 14 milioni di visti Schengen per soggiorni di breve durata.
Le regole vigenti sono stabilite dal codice dei visti del 2010. Da allora il contesto in cui opera la politica dei visti è drasticamente cambiato. Negli ultimi anni l’UE si è trovata ad affrontare problemi più gravi in materia di sicurezza e maggiori sfide collegate alla migrazione, mentre le nuove opportunità derivanti dagli sviluppi tecnologici impongono di aggiornare la politica dei visti per assicurare che rimanga adeguata al suo scopo. Per questi motivi la Commissione ha proposto, nel marzo 2018, di modernizzare la politica comune dei visti dell’UE e di rivedere il codice dei visti.
Attualmente sono 105 i paesi e le entità al di fuori dell’UE i cui cittadini devono possedere il visto per recarsi nello spazio Schengen. In linea generale il visto per soggiorni di breve durata rilasciato da uno Stato Schengen autorizza il titolare a viaggiare nei 26 Stati Schengen per un periodo massimo di 90 giorni su un periodo di 180 giorni.

(aise)

Illustr. mohamed_hassa CC0

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