Quella di oggi è una Slovacchia diversa, cambiata dopo l’omicidio Kuciak

Il primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD) ha chiesto che la giornata di oggi, con numerose manifestazioni previste in molte città del paese, sia caratterizzata da una commemorazione pacifica del giornalista Ján Kuciak e della sua fidanzata Martina Kušnírová. Pellegrini ha fatto l’appello con un video pubblicato su un social network, e ha dichiarato di auspicare che l’omicidio smetterà di dividere la società. Non gli piace, ha detto, una Slovacchia in cui ognuno cavalca controversie. «Commemoriamo in pace la coppia assassinata», ha affermato il premier, «noi tutti speriamo che eventi simili non debbano più accadere nella nostra società». L’omicidio ha scosso la Slovacchia, un atto brutale e un attacco a uno dei pilastri della democrazia slovacca, la libertà di parola, ha notato Pellegrini, sottolineando che l’indagine è tra le maggiori priorità del suo governo.

Intanto l’ex premier Robert Fico ha negato di avere mai conosciuto personalmente Antonino Vadalà, il calabrese estradato in Italia per traffico internazionale di droga e riciclaggio di denaro con il quale, secondo quanto scritto ieri da Repubblica, avrebbe scambiato una telefonata nel 2012. Il portavoce del suo partito, Smer-SD, ha detto che «Robert Fico non conosce Antonino Vadalà». Questa notizia è uscita ad arte un giorno prima dell’anniversario della morte di Ján Kuciak al solo scopo di «distogliere l’attenzione dalle frodi fiscali di Andrei Kiska», ha sottolineato il portavoce per conto di Fico. Nel 2012 una procura italiana ha registrato una telefonata intercorsa tra l’imprenditore italiano Antonino Vadalà  e l’allora primo ministro Robert Fico (Smer-SD). Una telefonata di cui non si conosce tuttavia il contenuto. Questo avveniva due anni prima che Fico prendesse come assistente nel 2014 l’avvenente Mária Trošková, in precedenza socia in affari e presunta fidanzata di Vadalà, su cui Kuciak aveva fatto la sua ultima indagine.

Interrogati dai media, diversi politici anche di governo ammettono, un anno dopo l’omicidio del giornalista Jan Kuciak, la Slovachcia è cambiata. Il ministro della Giustizia Gabor Gal del partito di coalizione Most-Hid, il ministro della Salute Andrea Kalavska e il ministro degli Esteri Miroslav Lajcak (entrambi nominati dal partito del premier, Smer-SD) concordano sul datto che la società nel paese è profondamente cambiata a seguito di questo fatto terribile che ha colpito tutti. Gal ha dichiarato che «tutti, dai più alti livelli fino ai ranghi inferiori dell’amministrazione dello Stato, sono più consapevoli che il loro lavoro viene giudicato: se trascurano qualcosa, fanno qualcosa di sbagliato, saranno ritenuti responsabil». Lui è convinto che il crimine finirà per essere chiarito. Sulla pagina Facebook del ministero un post ricorda l’anniversario con le parole «La giustizia è cieca, ha pazienza e vincerà sempre». La ministra Kalavska è d’accordo con l’opinione che il caso sarà risolto, ed è al tempo stesso convinta che la società slovacca sia diventata più sensibile alle cose che accadono intorno ad essa. Anche Lajcak si dice dello stesso avviso dei colleghi. «La società si è svegliata e il livello di tolleranza verso certi fenomeni è stato abbassato, aumentando la pressione su noi funzionari pubblici». Lui ritiene che si tratti di un fatto positivo per la società.

La ministra dell’Interno Denisa Sakova (Smer-SD) ha dichiarato che l’umore dell’opinione pubblica è stato molto più emotivo e impulsivo nel corso dell’ultimo anno, ma ha concesso che gli eventi accaduti in questi dodici mesi sono stati più drammatici rispetto agli anni passati. L’assassinio di Kuciak, che stava portando allo scoperto crimini nascosti, è stato deplorevole. «Non pensavaamo che una cosa del genere avrebbe potuto accadere dopo tanti anni di sviluppo democratico», ha detto, rivendicanto al suo ministero di avere affrontato in modo efficace la situazione e le indagini sul crimine. Sakova ha ringraziato tutta la squadra che indaga sull’omicidio, che «continua a lavorare e ha il mio sostegno», aggiungendo la convinzione che sarà trovato il mandante.

RSF: i politici si astengano dal controllare l’indagine
Intanto Reporters Sans Frontières (RSF) ha espresso preoccupazioni per gli interventi politici nelle indagini per l’omicidio Kuciak. Anche ammettendo “innegabili progressi” nelle indagini, l’organizzazione ha invitato le autorità responsabili slovacche a garantire indagini completamente indipendenti. Con una dichiarazione, RSF spiega che anche gli avvocati che rappresentano le famiglie delle vittime sono preoccupati per l’indipendenza dell’indagine, soprattutto dopo che una parte del fascicolo è stato trasferito a un’unità dell’ispettorato di polizia che indaga i crimini all’interno delle forze dell’ordine ed è direttamente sotto il controllo del ministro degli Interni.

Secondo RSF, «I politici dovrebbero lavorare per ottenere una migliore protezione dei giornalisti e indagini completamente indipendenti delle autorità di polizia e giustizia». Sembra invece che «alcuni politici siano interessati soprattutto a proteggere i propri interessi e se stessi». Una critica è stata anche rivolta al partito Smer-SD per la proposta di modifica della legge sulla stampa, secondo la quale i mezzi di comunicazione potrebbero essere penalizzati per non aver dato ai politici la possibilità di replica ogni volta che accusano le notizie pubblicate di avere “danneggiato la propria reputazione” o “violato la loro privacy”. La tempistica di questo emendamento è “allarmante”, dice RSF, perché è proprio grazie ai media, con le loro rivelazioni sui politici, ad aver dato una spinta all’indagine.

Commissione Europarlamento invita Malta e la Slovacchia a proteggere meglio i giornalisti
La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo ha invitato Malta e la Slovacchia a migliorare la protezione dei giornalisti e a rafforzare lo stato di diritto. Con l’adozione di un progetto di risoluzione che critica le misure sproporzionate per garantire la sicurezza dei giornalisti nell’UE, con focus particolare su Malta e Slovacchia, la commissione LIBE invita tutti gli Stati membri UE a intensificare i loro sforzi nella lotta contro la corruzione, il riciclaggio e le frodi. La maggior parte delle raccomandazioni sono rivolte al governo maltese.

La risoluzione è stata elaborata dai membri del gruppo di monitoraggio istituito dopo gli omicidi della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia e del giornalista slovacco Jan Kuciak, entrambi rivelatori di “verità scomode” sulla corruzione e frodi nei principali ambienti politici. Una discussione e un voto sull’adozione della risoluzione su Malta e Slovacchia si svolgeranno durante una sessione plenaria del Parlamento europeo alla fine di marzo.

Consiglio d’Europa: i politici si preoccupino di proteggere i giornalisti
Anche il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa si dice preoccupato: i funzionari pubblici in Slovacchia dovrebbero garantire per i giornalisti un ambiente favorevole e non invece pensare a misure legislative che possono interferire con la libertà di stampa. Il commissario Dunja Mijatovic in una dichiarazione pubblicata oggi informa che il Consiglio d’Europa ritiene incoraggiante l’arresto di quattro persone sospettate di essere coinvolte negli omicidi, ma «è necessaria una ulteriore vigilanza al fine di garantire l’indipendenza delle indagini, in particolare a causa di numerosi rapporti che alcuni sospetti sembrano avere contatti o rapporti con i politici e con figure della polizia e dell’ufficio del procuratore», ha detto Mijatovic.

(Red)

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Foto Slavomír Frešo cc by sa
La seconda grande manifestazione di protesta per l’assassinio di Ján Kuciak e Martina Kušnírová, Bratislava il 9/3/2018

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