Il governo slovacco approva stanziamento di 10 milioni per le elezioni europee

Da un documento approvato oggi dal consiglio dei ministri si evince che le elezioni per il Parlamento europeo (PE) che si terranno in Slovacchia sabato 25 maggio, dovrebbero costare quasi 10,2 milioni di euro. I fondi saranno principalmente utilizzati per remunerare il lavoro delle commissioni elettorali, per la stampa e distribuzione delle schede elettorali, per dotare i seggi elettorali delle attrezzature necessarie e per mantenere l’ordine pubblico nel giorno delle elezioni. All’interno del totale è prevista una dotazione anche per l’Ufficio di Statistica, che sarà utilizzata per l’elaborazione dei risultati elettorali.

Il governo ha inoltre dato il via libera alle modifiche alla legge sulle elezioni dirette e generali dei deputati che sono state decise la scorsa estate dal Consiglio dell’Unione europea e che consentono alle persone di votare – tra l’altro – via posta o internet. Le nuove regole consentono poi di visualizzare i loghi delle fazioni dell’EP accanto ai nomi dei candidati.

Gli elettori slovacchi potranno eleggeranno 14 eurodeputati che sono eletti per un mandato di cinque anni. I partiti hanno tempo fino al 24 febbraio per presentare le loro liste che potranno includere un numero massimo di 14 candidati, lo stesso numero degli eletti.

Intanto proprio le liste si stanno ormai delineando per i maggiori partiti slovacchi. Sarà ad esempio ancora l’eurodeputata Monika Flašíková-Beňová a guidare la lista del maggiore partito, Smer-SD. Al secondo posto c’è il deputato Miroslav Číž, già vice presidente del parlamento nazionale, e al terzo il direttore dell’ufficio del Parlamento europeo in Slovacchia Robert Hajsel.

Al numero uno dei candidati del partito di opposizione Sme Rodina (Siamo una famiglia) del presidente Boris Kollár ci sarà il deputato Peter Pčolinský, seguito dal deputato Ľudovít Goga e dalla parlamentare Petra Krištúfková. Il quarto posto della lista, che va sotto il motto “Meno Bruxelles, più buon senso”, sarebbe riservato a una figura pubblica con la quale il partito è ancora in trattative.

I due nuovi partiti Progresivne Slovensko (PS) e Spolu – občianska demokracia (Insieme – democrazia civica) si presenteranno insieme alle elezioni del Parlamento Europeo mirando a un risultato a due cifre. In testa alla lista congiunta, che si presenta come decisamente europeista, saranno Michal Simecka e Vladimir Bilcik. Nella lista anche due parlamentari indipendenti che si sono uniti al raggruppameto negli ultimi mesi, Jozef Mihál e Simona Petrík, entrambi arrivati in Parlamento nelle fila di altri partiti (rispettivamente SaS e #Siet).

Il partito di coalizione Most-Hid ha presentato una lista «rappresentativa di professioni, regioni e nazionalità» che è capeggiata dall’attuale deputato europeo Jozsef Nagy, in cui figurano due segretari di Stato, Norbert Kurilla (Ambiente ) e Gabor Csicsai (Agricoltura) e diversi sindaci.

Il Movimento Cristiano Democratico (KDH), oggi fuori dal Parlamento nazionale ma in forte ripresa, cercherà di difendere i due seggi attualmente occupati al Parlamento europeo. Capolista sarà l’eurodeputato Ivan Stefanec, e tra i candidati rimette in campo anche il suo ex segretario ed ex commissario UE Jan Figel, che attualmente è inviato speciale dell’UE per la promozione della libertà di religione al di fuori dell’Unione. KDH ha informato di volere «una Slovacchia davvero forte in Europa», dove oltre ai temi tradizionali di difesa della famiglia, intende spingere temi economici come il sostegno piccole imprese. Stefanec ha vinto una specie di “mini-primarie” per la guida della lista a scapito di Miriam Lexmann, direttrice dell’Ufficio europeo dell’Istituto repubblicano internazionale.

(Red)

Foto EU2017EE cc by

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