Corte costituzionale: solo quattro giudici in funzione, si lavora in regime speciale

Dopo il fallito voto giovedì in Parlamento (il secondo in tre giorni) dei candidati a sostituire i nove giudici della Corte costituzionale che si sono dimessi alla mezzanotte di venerdì 15 febbraio, a conclusione del loro mandato di dodici anni, la Corte ha informato di essere entrata in “modalità speciale”, iniziando a svolgere i propri compiti con un solo senato giudicante. Data la situazione, il senato è composto dai soli quattro giudici in carica, in attesa che il Parlamento riesca a leggere altri candidati da sottoporre al presidente della Repubblica, il quale è il solo che può nominare i giudici secondo la Costituzione vigente.

Il capo del Parlamento Andrej Danko (SNS) ha detto che una nuova votazione sui candidati non si potrà svolgere prima della prossima sessione parlamentare che inizia il 26 marzo. Il partito Smer-SD, leader della coalizione di maggioranza, che si è astenuto facendo mancare i voti per l’elezione di anche un solo candidato, continua a sostenere la sua contrarietà al voto palese, come è stato nei primi due turni di voto, una cosa che il partito definisce inaccettabile. Il ministro della Giustizia Gabor Gal del partito di coalizione Most-Hid – fortemente a favore del voto pubblico come del resto anche l’altro membro di coalizione SNS, ha lasciato intendere che il suo partito potrebbe essere disponibile al voto a scrutinio segreto se v’è una garanzia che la Corte Costituzionale sarà funzionale. Nella prima elezione, Most-Hid era un forte sostenitore di un ballottaggio pubblico. L’opposizione critica la richiesta di Smer perché pensa che in questo modo il partito di maggioranza relativa vuole mettere insieme i voti per il suo leader ed ex premier Robert Fico, che Most-Hid non vuole votare. Secondo alcuni, la dirigenza di Smer-SD ha forse parlato di questo con rappresentanti del partito di estrema destra LSNS di Marian Kotleba. I socialdemocratici contestano anche il fatto che sia il presidente Andrej Kiska a nominare giudici nonostante egli sia a fine mandato.

Nel caso la situazione dovesse prolungarsi in questo modo, con i soli attuali quattro membri la Corte costituzionale non sarebbe in grado di gestire eventuali reclami nelle imminenti elezioni presidenziali, dato che serve un quorum di almeno nove i giudici.

(Red)

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