Morto a 87 anni Miroslav Kusý, uno dei firmatari di Charta 77

È morto il 13 febbraio all’età di 87 anni Miroslav Kusý, politologo e dissidente. Kusý fu il primo professore di filosofia marxista negli anni ’60, all’Università Comenius di Bratislava, e membro per un breve periodo del Comitato centrale del Partito comunista slovacco (KSS). Dopo il 1969 fu bandito dall’insegnamento e durante il cosiddetto periodo di normalizzazione ha lavorato come bibliotecario presso la stessa università.

Nel febbraio 1977 Kusý divenne il terzo firmatario slovacco di Charta 77, la più importante iniziativa del dissenso in Cecoslovacchia, un documento redatto tra gli altri da Jan Patočka e Václav Havel che chiedeva al governo comunista il rispetto dei diritti umani. Questo provocò il suo licenziamento, e in seguito egli lavorò per molti anni come manovale.

Regolarmente controllato dalla polizia politica cecoslovacca Štátna bezpečnos (ŠtB), nel 199 trascorse dieci settimane prigione per tradimento e sovversione dello Stato. Fu rilasciato poco prima della Rivoluzione di velluto del novembre 1989. Il 10 dicembre 1989 Miroslav Kusý divenne vice presidente di VPN (Verejnosť proti násiliu – Pubblico contro la violenza), il partito nato a Bratislava dal movimento di protesta, in contemporanea con la creazione a Praga del Forum Civico di Havel. Nel 1990 Kusý fu eletto rettore dell’Università Comenius di Bratislava. Nel 2001 ricevette l’onorificenza di Stato slovacca dell’Ordine di Ľudovít Štúr di prima classe, e nel 2003 dalle mani del presidente ceco Václav Havel l’Ordine di Tomáš Garrigue Masaryk di terzo grado.

(La Redazione)

Foto Jindřich Nosek cc by sa

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