Parlamento, secondo tentativo a vuoto: Corte costituzionale in stallo da domani

La sede della Corte costituzionale slovacca a Kosice

Giornata febbrile quella di ieri al Parlamento slovacco. Il previsto secondo turno di votazione sulla selezione di candidati a giudice della Corte costituzionale da presentare al presidente della Repubblica non ha condotto a nulla, come già era successo al primo voto di martedì. Dopo un giorno intero di riunioni, dalla commissione parlamentare costituzionale ai vari raggruppamenti di coalizione e di opposizione, i numeri in campo non hanno permesso di scegliere nessuno dei 38 candidati. Ora si rischia una impasse della Corte, massima istituzione giudiziaria del Paese, visto che il mandato di nove dei suoi tredici membri scade venerdì (oggi) a mezzanotte.

Nei fatti, la nomina di nuovi giudici, che rimarranno in carica dodici anni, si è trasformata in una battaglia tra il capo del partito al potere Smer-SD, l’ex premier Robert Fico, i suoi alleati e il presidente Andrej Kiska, anch’egli in scadenza tra una manciata di mesi.

L’ex premier è particolarmente stizzito per il rifiuto del partito di coalizione Most-Hid di votarlo tra i diciotto nomi da proporre al presidente, e ha minacciato di mandare all’aria l’accordo di governo se i partner della coalizione avessero votato insieme all’opposizione. Già costretto a dimettersi un anno fa dopo le grandi proteste di piazza, Fico aveva sperato di uscire con onore dalla politica andando ad occupare il posto di presidente della Corte costituzionale, che peraltro garantisce l’immunità ai suoi membri per l’intero mandato. Ma lo sgambetto di Most-Hid e l’annuncio del presidente Kiska di non volerlo nominare giudice hanno fatto desistere Fico che ha ritirato la sua candidatura all’ultimo minuto, dopo settimane di polemiche e attacchi per la sua figura ritenuta certo non imparziale quale eventuale membro della Corte.

Su 143 legislatori presenti, cinque non hanno votato, 89 voti erano validi e 49 invalidi, numero che non hanno perme di arrivare da nessuna parte. Visto che nessun candidato è stato eletto, si dovrà tenere una nuova votazione. I parlamentari di Smer, che chiedevano lo scrutinio segreto, ieri si sono astenuti dal voto per la seconda volta, facendo fallire la seduta.

Kiska, che attende la lista di diciotto nomi proposti dal Parlamento, dai quali può sceglierne nove, ha condannato l’azione della maggioranza, che ha «reso disfunzionale uno degli organi costituzionali fondamentali dello Stato». Il presidente ha detto che è dovere del Parlamento cercare tutti i modi per eleggere senza indugio i giudici in modo da lasciare la Corte operare secondo il dettato della Costituzione. Kiska ha poi dichiarato che avrebbe annunciato ulteriori passi per garantire almeno una funzionalità parziale della Corte costituzionale. Egli ha definito il voto un grande colpo alla fiducia della gente nella capacità dei politici di governare equamente lo Stato. Il tribunale ha bisogno di un minimo di sette giudici su tredici per funzionare.

Questo voto abortito significa ora un probabile ritardo di mesi, quando verranno scelti nuovi candidati, ed eventualmente dare nuova vita alle possibilità di Fico di ripresentarsi, specialmente se verrà eletto presidente della Repubblica il candidato Smer Maroš Šefčovič, attualmente in testa nei sondaggi.

La coalizione si era accordata per eleggere almeno sei candidati a giudice, dando così la possibilità a Kiska di nominarne tre e mantenere funzionale la Corte con il quorum minimo. Il leader di Most-Hid Bela Bugar ha detto di non capire l’operato di Smer, ma nega che, nonostante l’ostruzionismo del partito maggiore, la coalizione possa essere agli sgoccioli, o che si prospetti un governo di minoranza. Secondo Bugar entrambi i partiti minori della coalizione (Most-Hid e SNS) hanno votato in linea con l’accordo per eleggere sei candidati, in modo da prevenire una situazione di blocco della Corte costituzionale, ma Fico non era presente e Smer ha poi deciso l’astensione.

Dopo il voto, quando il nervosismo era alle stelle, Fico ha attaccato i giornalisti accusandoli di avere «fatto più danni di cento tornado a Cuba». Qualcuno gli ha fatto notare che questa frase l’avevano già sentita martedì. Fico è allora sbottato davanti a microfoni e telecamere: «E allora sentitela un’altra volta!». E poi: «Voi siete i peggiori criminali al mondo, voi avete causato i maggiori danni a questo paese» (Vy ste najväčší zločinci na svete, vy ste v tejto republike napáchali najviac škody), come riporta Dennik N e più in dettaglio il sito parlamentnelisty.sk.

Gli analisti politici considerano un’azione irresponsabile mettere la Corte costituzionale in una situazione di stallo, anche considerando che la data della scadenza dei nove giudici della Corte è questione nota da anni.

Come avverte Reuters, ora la Slovacchia è il terzo paese dell’Europa centrale dove le principali nomine giudiziarie sono diventate materia di dispute politiche, dopo che i governi di Polonia e Ungheria hanno provocato la reazione dell’Unione europea, preoccupata del tentativo di controllare politicamente i tribunali.

(La Redazione)

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Foto: la sede della Corte costituzionale slovacca a Kosice

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