Gli imprenditori valutano negativamente il sistema di istruzione slovacco

Un sistema scolastico che funziona si caratterizza per la qualità della cultura, delle relazioni umane e dell’apertura alla società, nonché per la qualità strutturale. È un sistema nel quale la cultura è viva e le relazioni umane sono reciprocamente arricchenti. È un sistema nel quale gli studenti offrono il loro contributo alla vita sociale all’interno di strutture adeguate e con mezzi altrettanto adeguati.

Il sistema scolastico slovacco denota numerose carenze e ha bisogno di una riforma radicale. È quello che rivela un sondaggio realizzato all’inizio di gennaio da PAS (Podnikateľská aliancia Slovenska), un’associazione che riunisce imprese e servizi del terziario, in collaborazione con l’Istituto INEKO e MESA10.

Il 57,6% dei 134 imprenditori intervistati in tutta la Slovacchia considera negativamente il sistema educativo nel suo complesso e il 16,7% ritiene che le scuole professionali siano le meno funzionali.

Manca un sistema di valutazione della qualità delle scuole che renderebbe più facile il processo di selezione dei futuri dipendenti. Il 76% degli imprenditori ha dichiarato di non disporre di informazioni sul successo scolastico degli studenti di un determinato istituto, sulla percentuale di diplomati che ha trovato occupazione, sulla valutazione dell’offerta formativa da parte dei genitori e degli allievi.

Gli imprenditori osservano carenze nelle capacità di comunicazione e di apprendimento e nella motivazione dei diplomati, mentre i laureati non hanno capacità comunicative e competenze adeguate. Inoltre, non sono dotati di pensiero analitico, inteso come capacità di rilevare l’esistenza di criticità, di definirle in modo obiettivo e di analizzarne le cause in modo ampio e completo.

I cinque criteri fondamentali che, secondo gli intervistati, dovrebbero essere soddisfatti dai diplomati per poter entrare nel mercato del lavoro sono la capacità di apprendimento (79,5%), la capacità di comunicazione (64,4%), la competenza (59,8%), la capacità di lavorare in gruppo (53,8%) e il semplice lavoro al computer (50,8%).

Ai laureati si richiedono soprattutto conoscenze professionali (69,7%), capacità di comunicazione (64,4%), pensiero analitico (61,4%), capacità di apprendimento (56,8%) e conoscenza dell’inglese ad un livello avanzato (54,5%).

Secondo alcuni dei partecipanti al sondaggio, occorre insegnare ai ragazzi le competenze sociali, l’importanza della comunicazione e del lavoro di squadra, il pensiero analitico.

Occorre anche aumentare la motivazione degli insegnanti, coloro che formano le nuove generazioni al pensiero critico.

Soprattutto occorre rafforzare la motivazione allo studio e creare l’abitudine al cosiddetto “apprendimento permanente”, il che non significa conoscenza nozionistica, ma capacità di trasformare le conoscenze in competenze, da utilizzare non solo nell’ambito lavorativo ma anche nella vita sociale.

(Paola Ferraris, BDE)

Foto Wokandapix CC0

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