Emergenza migranti, quella degli italiani che scappano

Istat: nel 2018 risultano 120mila espatri. E secondo uno studio commissionato dal governo il 78% dei giovani rimasti pensa di dover fare altrettanto. Di Luca Aterini.

Nell’assordante propaganda imbastita contro i migranti che sbarcano sulle coste italiane, nel dibattito pubblico non compare un dettaglio: nello stesso periodo gli italiani che hanno lasciato il proprio Paese sono in numero impressionante. Come ha informato l’Istat giovedì, «continuano a essere più numerose le partenze dei ritorni» dei cittadini italiani. «Risulta, infatti, che nel 2018 siano stati 47mila i rimpatri e 120mila gli espatri», cresciuti anche nell’ultimo anno del 4,8%.

Eppure anche il Fondo monetario internazionale, nel report dedicato al nostro Paese, oltre alle osservazioni sulle prospettive economiche, reddito di cittadinanza e quota 100, mostrava chiaramente che in Italia «l’emigrazione ha raggiunto i più alti livelli da circa 50 anni». I protagonisti assoluti di quest’esodo sono i giovani, ovvero quelli che più dovrebbero essere valorizzati per garantire un futuro al Paese: questo però non avviene. Come sottolinea da ultimo anche l’Fmi la ricchezza dei nuclei famigliari con capofamiglia under 34 sono in assoluto quelle meno ricche e che hanno subito maggiormente le ricadute  della crisi, e lo stesso emerge analizzando il profilo delle persone a rischio povertà; per gli over 65 è crollato drasticamente, mentre nella fascia d’età 15-29 è salito a dismisura.

I giovani italiani vivono in un Paese che ha voltato loro le spalle, e a loro volta in molti casi si trovano costretti ad andarsene per cercare miglior fortuna altrove. Uno studio commissionato a Ipsos dal governo e anticipato dal Corriere della Sera emerge una situazione disperata: il 78% degli under 35 pensa di emigrare, visto anche che i due terzi degli intervistati ha come preoccupazione principale il lavoro che non c’è. E in una situazione di assoluta precarietà non c’è da stupirsi se si rimanda la decisione di metter su famiglia: il 28% dei trentenni cancella del tutto l’ipotesi di avere figli.

E non si tratta soltanto di ipotesi. Sempre l’Istat documenta che nel 2018 si conteggiano 449mila nascite, ossia 9mila in meno del precedente minimo registrato nel 2017: rispetto al 2008 risultano 128mila nati in meno. Nonostante l’apporto dei migranti dunque si stima che la popolazione italiana ammonti a 60 milioni 391mila residenti, oltre 90mila in meno sull’anno precedente.

Si tratta di un circolo vizioso che, se non verrà presto spezzato, tarperà le ali anche a qualsiasi velleità di sviluppo sostenibile. Come mostrano ormai numerosi studi è proprio quella dei giovani la fascia d’età più sensibile alle tematiche ambientali, e più pronta a impegnarsi in prima persona. Senza investimenti (anche pubblici) in grado di mettere a frutto questa volontà attraverso la creazione di posti di lavoro nella green economy però continueremo a dilapidare la risorsa più scarsa che abbiamo, quella dei giovani italiani.

(Da greenreport.it)

Foto pixabay CC0

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