L’inchiesta Kuciak divisa in due tronconi, il giornalista forse doveva essere rapito

Il gruppo investigativo che si occupa degli omicidi del giornalista Ján Kuciak e della sua fidanzata Martina Kušnírová continuerà il lavoro che sta portando avanti già ora, ma una parte del fascicolo investigativo sarà riassegnata alla squadra per gli affari interni del ministero dell’Interno. La decisione è stata presa dal ministro Denisa Sakova, insieme alla direzione del corpo di polizia, l’ufficio del Procuratore generale e l’ufficio del Procuratore speciale.

I dossier che passeranno di mano riguardano la pianificazione degli omicidi del Procuratore speciale Maros Žilinka, del sostituto Procuratore generale Peter Šufliarsky e dell’ex ministro degli Interni, oggi avvocato della famiglia Kušnírová,  Daniel Lipšic. Il ministero informa che il cambiamento dovrebbe accelerare i procedimenti e impedire la fuoriuscita di informazioni secretate da divulgare alla stampa.

Il capo della polizia, Milan Lučanský, assicura intanto che l’inchiesta sull’assassinio del giornalista sta continuando come dovrebbe, e che lo stralcio di parte delle indagini non influirà sulla squadra che si sta occupando dell’affare Kuciak, anzi, dovrebbe togliere loro una parte del carico di lavoro. Lučanský ha spiegato che la legge prevede che si agista in questo modo quando vi è il sospetto, o il rischio, che organi della polizia possano interferire con il caso, affidando le indagini a un servizio investigativo diverso che si occupa dell’attività criminale della polizia. Il ministro Sakova ha sottolineato che la squadra che indaga sugli omicidi Kuciak e Kušnírová ha la piena fiducia dell’ufficio del Procuratore generale e della polizia.

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Il Procuratore generale Jaromír Čižnár ha intanto dichiarato ieri in un briefing per i giornalisti di essere «sicuro al 99%» che qualcuno ha fatto un controllo approfondito di una persona tra le tre citate sopra – i due procuratori Šufliarsky e Žilinka e l’avvocato Lipšic – cercando nei database informazioni secretate. Un’ispezione del ministero dell’Interno si occuperà della questione, credendo che l’accertamento – fatto senza autorizzazione – sarebbe probabilmente stato commesso da agenti della polizia. Le informazioni raccolte sul Procuratore speciale Maros Žilinka, ha spiegato Čižnár, erano estremamente dettagliate e lasciano credere che non sarebbero potute essere messe insieme senza qualche aiuto dall’interno.

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Inoltre, l’inchiesta in corso ha portato alla luce diversi sospetti di altri gradi reati (violenti, finanziari, corruzione), per cui è bene che questi atti vengano separati dal troncone principale dell’inchiesta sulla morte dei due giovani. Del resto, ha ammesso, le informazioni trapelate dalle indagini sono tali e tante che la situazione si stava facendo difficile.

Dividere le indagini significa velocizzare le indagini, che è cosa necessaria per evitare di arrivare alla scadenza della detenzione preventiva dei quattro sospettati oggi in galera senza poterli incriminare. Čižnár ha detto di volere evitare a tutti i costi la possibilità che, senza accuse sostanziose e a causa dei ritardi nel collezionare le prove, il tribunale possa decidere per il loro rilascio. In ogni caso, il Procuratore generale ha anche ammesso che più avanti è assai probabile che i fascicoli verranno di nuovo riuniti a quelli relativi a Ján e Martina e restituiti alla stessa squadra che ci sta lavorando oggi.

Anche l’ufficio del Procuratore speciale è intervenuto sul caso. Il procuratore supervisore dell’inchiesta non ha voluto confermare, ma nemmeno ha smentito, le indiscrezioni sul fatto che Ján Kuciak avrebbe dovuto essere rapito prima del suo omicidio. Ha comunque assicurato l’interesse ad approfondire la questione e cercare delle risposte a questa domanda. Non ha poi nemmeno voluto rivelare quale delle tre persone indicate sopra si trovava di più in pericolo di vita.

L’opposizione non ha gradito la suddivisione dell’inchiesta, e la crede una iniziativa del ministro Sakova, cosa ritenuta una intollerabile interferenza. Alcuni partiti hanno in cantiere di convocare una riunione straordinaria della commissione parlamentare per la difesa e la sicurezza per discutere del caso.

INŠPEKCIA PREVZALA VYŠETROVANIE PODĽA LIPŠICOVHO NARIADENIAAdvokáta Daniela Lipšica a prokurátorov Petra Šufliarskeho…

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Nemmeno Daniel Lipšic è soddisfatto, e considera la decisione una interferenza senza precedenti con le indagini. Gli omicidi premeditati, dice  l’avvocato Lipšic, secondo la legge devono essere supervisionati dall’Ufficio del Procuratore speciale e, indirettamente, anche dell’Agenzia nazionale anticrimine (Naka). A questa critica la polizia ha risposto pubblicando documenti che riguardano una procedura introdotta proprio da Lipšic come ministro degli Interni nel 2010 (vedi sopra).

(Red)

Foto Peter Tkáč cc by sa

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