Corte costituzionale, i candidati a giudice saranno votati martedì

Dopo diversi rinvii, l’elezione dei candidati per i giudici della Corte costituzionale si svolgerà nel pomeriggio di martedì 12 febbraio. Il dibattito sui candidati, che sono stati giudicati idonei dalla commisione parlamentare costituzionale, è iniziato in aula ieri e sta continuando in queste ore.

Alla fine, la commissione ha deciso ieri di consentire anche all’ex premier e attuale presidente di Smer-SD Robert Fico di partecipare alla corsa, decretando che la sua candidatura soddisfa i criteri legali per la posizione di giudice della Corte costituzionale, con sette voti a favore e sei contrari. Sul nome di Fico c’era stata una divisione a metà della commissione, quando i dodici componenti rimasti (a seguito dell’abbandono del deputato Peter Kresak, anch’egli candidato a giudice costituzionale) avevano raggiunto la parità. Fico era stato l’unico dei 40 candidati esaminati dalla commissione a non passare avanti per il voto in aula. Su di lui pendevano, e ancora pendono, diversi dubbi di membri dell’opposizione sul rispetto del criterio di almeno 15 anni di pratica legale, che Fico mancherebbe per un anno e mezzo.

Martedì prossimo, dunque, il Parlamento dovrebbe scegliere 18 candidati, tra i quali il presidente Kiska sarà chiamato a nominare sei giudici della Corte costituzionale in sostituzione dei sei componenti in scadenza questo mese. Tra di loro, c’è da rimpiazzare anche la presidente della Corte, Ivetta Macejková, che è giunta al termine del suo mandato di dodici anni. Nel frattempo, i candidati sono scesi a 39, perché Lucia Kurilovska, rettore dell’Accademia di polizia, si è ritirata.

Per sensibilizzare i parlamentari sull’importanza della scelta dei candidiati, il capo dello Stato Andrej Kiska ha chiesto di parlare in aula. Lo ha fatto ieri, e ha ricordato ai presenti che l’elezione dei giudici costituzionali è un elemento estremamente per il futuro della Slovacchia e la fiducia dei cittadini nello Stato, nella democrazia e nella giustizia. Il voto in Parlamento, ha sottolineato Kiska, è un segnale importante per l’opinione pubblica, e deve essere interesse dei parlamentari fare di tutto per convincere gli slovacchi ad avere di nuovo fiducia nello Stato. Egli ha chiesto l’elezione di 18 buoni candidati a giudici costituzionali, e ha avvertito che non intende ritardare la nomina, dicendosi pronto all’assegnazione dei nove seggi vacanti al più presto.

Il presidente del Parlamento Andrej Danko ha detto ieri che non c’è nessun accordo per l’elezione, e con il voto segreto ci potrebbero anche essere sorprese. Se dal voto non uscirà una lista completa, Danko sarà pronto a passare al presidente della Repubblica anche una lista incompleta, vale a dire con meno di 18 nomi.

Sempre ieri è stata presentato un appello ai parlamentari per fare l’elezione dei candidati a scutinio palese. Il documento, che ha ricevuto l’appoggio di oltre venti iniziative di cittadini ed, è stato firmato da oltre 5.000 cittadini, chiede che la gente sappia «chi vota per chi, su cosa basano le loro decisioni, in modo che il pubblico possa chiedere ai rappresentanti eletti i criteri usati per i candidati.

Dall’opposizione si continua a sostenere che Robert Fico non è adatto a fare il giudice costituzionale, è stato per molti anni ed è tutt’ora ai vertici della politica slovacca, e non potrebbe essere un giudice indipendente.

(Red)

Foto Daniel_B CC0, nrsr.sk

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