Occupazione: Volkswagen licenzia, Land Rover vuole assumere

La casa automobilistica Jaguar Land Rover, che già impiega 1.500 lavoratori (il 30% donne) nello stabilimento di Nitra inaugurato pochi mesi fa, sta proseguendo il suo piano di assunzioni con il lancio del reclutamento di altre 850 persone, che verranno utilizzate per l’avvio di un secondo turno di lavoro. I posti di lavoro offerti sono principalmente per posizioni di operai, ingegneri meccatronici, addetti meccanici ed elettricisti, motoristi, ispettori della qualità e addetti alla manutenzione. L’azienda ha deciso di pubblicizzare le sue ricerche, oltre che sui soliti portali internet, anche per radio e sui giornali. Oltre alla paga base, JLR offre supplementi in base alle competente, un bonus mensile fino al 15%, la tredicesima e diversi benefit sociali. Jaguar Land Rover conta di arrivare a 2.800 lavoratori entro il 2020, e altri 22.000 potrebbero essere a regime gli occupati in Slovacchia dalle imprese fornitrici di JLR.

Ma mentre la casa automobilistica anglo-indiana dà occupazione, altre imprese del settore pensano di alleggerire la propria forza lavoro. Kia Motors Slovakia, che ha l’impianto produttivo nei pressi di Žilina, nel nord-ovest del paese, ha cancellato 27 posti di lavoro dal 1° febbraio nel reparto motori in seguito al calo della domanda di veicoli alimentati a diesel. Decisione che potrebbe preannunciare nuove dismissioni visto il calo generalizzato delle vendite a livello europeo di vetture a gasolio.

Intanto il più grande gruppo dell’auto presente in Slovacchia, Volkswagen, ha annunciato un cambiamento della turnazione nello stabilimento di Bratislava. La fabbrica passerà da quattro a tre turni nel segmento dei SUV, e a un solo turno nelle linee di produzione delle city car, tagliando il numero dei posti di lavoro quest’anno da 14 a 12 mila, secondo fonti del settimanale Trend, lasciando scadere i contratti a termine. La riduzione, che toccherà in particolare il piano di lavoro dei fine settimana, dovrebbe nei piani aziendali durare per un anno o poco più, in attesa di vedere come si svilupperà la domanda dei modelli di auto prodotti in loco, che ultimamente ha subito un rallentamento. Dipenderà molto da come si muoveranno i mercati dell’Europa occidentale e della Cina. Secondo il settimanale, la riduzione a un solo turno per le city car riguarda la fine della fase di avviamento di tale reparto, quando fu lanciata la produzione di quattro modelli in quattro anni.

Ma l’impegno del gruppo Volkswagen a Bratislava, dove escono modelli di quattro marchi (Volkswagen, Audi, Skoda, Seat) non rallenta, visti i grandi investimenti realizzati negli anni recenti, con circa due miliardi di euro iniettati nella filiale slovacca dalla casa madre. E la produzione a Bratislava non è prevista scendere, perché la società intenderebbe compensare la riduzione dei turni con un aumento della capacità delle linee e maggiore utilizzo delle automazioni (che in Slovacchia stanno registrando una forte accelerazione). L’impianto dovrà tuttavia, come tutte le fabbriche del gruppo, aumentare la produttività del 30% entro il 2025 se vuole ottenere nuovi investimenti nel settore dell’elettromobilità.

(Red)


Foto: una linea di produzione Land Rover

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