Sottrazione minori in Slovacchia, il vicepremier Salvini si interessa

Il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini ha accettato di promuovere presso il ministero degli Esteri, che ne ha competenza, la causa dei bimbi sottratti in Slovacchia. Questo in estrema sintesi il risultato di un breve colloquio documentato da un filmato del segretario generale ICASK (International Child Abduction Slovakia) Marco Di Marco, che è delegato nazionale Adiantum – Sottrazione internazionale di minori, con il vice presidente del consiglio. L’incontro è avvenuto in Abruzzo, in occasione della presenza di Salvini in vista delle regionali in programma il prossimo fine settimana.

Di Marco, ricorda il sito la-notizia.net, è uno dei tanti genitori italiani che vivono in prima persona la problematica e da anni cerca in ogni modo di sensibilizzare le autorità italiane su questo tema delicato.

 

Di recente un altro politico della Lega, Simone Pillon, era intervenuto in Senato denunciando il silenzio e l’impasse sulla questione, e criticando in particolare la Slovacchia per la mancata esecuzione delle sentenze dei tribunali, di entrambi i paesi e definitive, che rimangono lettera morta. Un passo che ha trovato risposta da parte di Natália Blahová, parlamentare slovacca del partito opposizione Libertà e solidarietà (SaS), la quale ha descritto la situazione come una «vergona internazionale» per il suo paese, dove i giudici non danno esito agli ordini esecutivi procedendo a riconsegnare i bambini al genitore affidatario, se necessario, avvalendosi dell’intervento dei servizi sociali e delle forze dell’ordine. Il partito SaS ha anche chiesto l’intervento del ministero della Giustizia per verificare l’eventuale corruzione di giudici per lasciare inapplicate le sentenze.

Quella dei bambini sottratti e portati all’estero è una questione dibattuta, controversa e non ancora affrontata, forse, in maniera del tutto adeguata. Genitori di nazionalità diverse che si amano, spesso si sposano, hanno figli. Poi, all’improvviso, uno dei due decide che non è il caso di proseguire. Ma, invece di risolvere le cose per vie legali in loco e lasciando comunque la possibilità al bambino o ai bambini di continuare ad avere rapporti con l’altro genitore, sparisce, tornando nel proprio paese d’origine e portando con sé la prole.

Solo nel 2015 in Italia sono stati annoverati 243 casi di sottrazione internazionale di minori: un vero e proprio dramma sociale di vasta portata e di una fattispecie giuridica delicata e meritevole di rispetto. Negli ultimi anni si è evidenziato un trend di progressiva crescita che sembra andare di pari passo con l’aumento degli scambi e dei rapporti internazionali e l’avvento della globalizzazione su larga scala: ogni anno più di 310 mila nuove coppie di nazionalità diversa si sposano ma altri 140 mila matrimoni si concludono con separazioni o divorzi.

(Red)

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