Finite le audizioni dei candidati alla Corte costituzionale, Fico non si ritira

Si sono concluse questa mattina, al terzo giorno, le audizioni dei candidati alla carica di giudice della Corte costituzionale presso la commissione parlamentare costituzionale. Sono quaranta le persone ascoltate dai membri della commissione, che ora dovranno votare chi tra loro soddisfa le condizioni. Convocati in ordine alfabetico, i candidati hanno potuto illustrare le proprie capacità, esperienze, motivazioni e visioni, mentre i parlamentari hanno potuto interrogarli su tematiche specifiche e criticità dei loro profili. Le registrazioni delle audizioni saranno disponibili online sul sito del Parlamento.

Il candidato più atteso era naturalmente il già tre volte primo ministro Robert Fico e presidente del partito di maggioranza relativa Smer-SD. Ma altre sono le figure in vista della politica e non. Tra i candidati si segnalano due segretari di Stato al ministero della Giustizia, entrambe donne, Monika Jankovska (Smer-SD) e Edita Pfundtner (Most-Hid), la presidente della Corte Suprema Daniela Svecova, i deputati Peter Kresak (Most-Hid), Radoslav Prochazka (ex Siet).

Dopo le prime audizioni, dal Palazzo presidenziale è arrivata una precisazione, rispondendo a chi diceva che Kiska non avrebbe mai nominato Fico, che il capo dello Stato non ha ancora respinto nessuno dei candidati. Il Parlamento infatti non ha ancora votato i diciotto tra i quali Andrej Kiska dovrà nominare nove giudici costituzionali. Nella nota si legge che il presidente «non ha idea di chi tra i 40 candidati che il Parlamento gli presenterà hanno i criteri per diventare membro della Corte costituzionale. I criteri del presidente sono noti: competenza e moralità», dice il comunicato.

La sede della Corte costituzionale slovacca a Kosice

Erano anche girate voci di corridoio sul ritiro della sua candidatura da parte dell’ex premier Fico, voci però non confermate da nessuno. Nel frattempo, durante la sua audizione Robert Fico ha detto che non parteciperà alla seduta parlamentare che si occuperà dell’elezione dei candidati alla Corte: in pratica, ha detto che non andrà a votare a favore di se stesso.

Sulle polemiche che hanno accompagnato la sua candidatura, cioè il suo eccessivo coinvolgimento nella scena politica slovacca contemporanea, dopo dieci anni da capo del governo e la sua presidenza del partito ininterrotta dalla fondazione di Smer-SD venti anni fa, Fico ha affermato che la Corte costituzionale è un organo che è stato fondato politicamente, nel senso che i partiti politici fanno la loro parte nella selezione dei candidati a giudici della Corte. Non è inusuale per i politici assumere incarichi in organi costituzionali, ha spiegato Fico, che ha ricordato ai parlamentari della commissione che va ricercato un equilibrio «tra gli interessi della maggioranza e della minoranza in Parlamento e quelli del presidente della Repubblica».

Il Parlamento dovrà eleggere diciotto candidati a giudice della Corte nella prossima sessione che inizierà il 29 gennaio. Nove saranno quelli che deve scegliere il presidente della Repubblica, per sostituire i nove in scadenza a febbraio dei tredici giudici che compongono la Corte costituzionale, incluso il presidente.

(Red)

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