Rapito in Mali Ľuboš Kosík, ex agente segreto condannato in Slovacchia

L’ex ufficiale dei servizi segreti slovacchi (SIS) Ľuboš Kosík, che deve scontare una condanna a 14 anni in Slovacchia, sarebbe stato rapito da casa sua da uomini armati nella capitale maliana Bamako. Il fatto, secondo l’agenzia AFP, sarebbe avvenuto il 15 gennaio, ma le autorità del paese subsahariano non hanno ancora dato conferme ufficiali al ministero degli Affari esteri slovacco.

Kosík, 55 anni, era stato arrestato dalla polizia del Mali nel novembre 2016. Su di lui pendeva un mandato di arresto internazionale per frode, falsificazione di cambiali per 2,4 milioni di euro. Ma lui era sparito nel nulla poco prima della condanna definitiva emessa dalla Corte Suprema nel giugno 2016, e il tribunale gli aveva aggiunto altri quattro anni di pena per non aver pagato l’ammenda di 100mila euro che gli era stata comminata. Erano poi partite le comunicazioni tra Slovacchia e Mali, che non hanno un trattato per l’estradizione, per riportare in patria il condannato, che nel frattempo è rimasto in custodia presso un carcere a Bamako. L’ex agente segreto aveva avuto in passato relazioni con la malavita slovacca, ed era ritenuto coinvolto insieme ad altri pezzi dell’intelligence nel rapimento del figlio dell’ex presidente slovacco Michal Kováč, un caso che riguarda da vicino anche l’ex primo ministro Vladimír Mečiar e che di recente è stato riaperto con l’abrogazione sancita dalla Corte costituzionale delle amnistie emesse nel 1995 dallo stesso Mečiar.

Le condizioni di vita nel carcere maliano non erano il massimo, e Kosík aveva fatto sapere alle autorità slovacche con una lettera di essere disposto a collaborare, dicendo quello che sa sulla questione, e da allora l’interesse della Slovacchia per riaverlo si sono ravvivate. Nel febbraio dell’anno scorso l’ex premier Robert Fico aveva chiesto un aiuto per l’estrazione al presidente maliano Ibrahim Boubacar Keita. Ma poi la giustizia del Mali ha ritenuto la documentazione slovacca insufficiente a trattenere l’uomo che, due anni di carcerazione, era stato rilasciato nel novembre 2018 dopo il rigetto della richiesta di estradizione di Bratislava.

Secondo un gruppo che sostiene Kosík, il rapimento potrebbe essere stato ordinato dalla Slovacchia per far riportare Kosík illegalmente in patria. A dicembre 2018 il ministro della Giustizia slovacco Gábor Gál aveva firmato una nuova richiesta di estradizione inviata al Mali.

(La Redazione)

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