Governo, studio su vettore aereo nazionale: se si fa, deve reggersi da solo

Un potenziale vettore aereo nazionale dovrebbe operare in base ai principi di mercato, dice uno studio di fattibilità finito sul tavolo del governo oggi. Deve essere controllato in tutto o in parte dallo Stato ed essere gestito in forma di società per azioni, argomenta la proposta messa insieme dal ministero dei Trasporti e approvata oggi dal consiglio dei ministri, che prevede investimenti per i primi cinque anni da un minimo di 127 milioni di euro, in caso di affitto della flotta, e fino a 175 milioni se i velivoli verrebbero acquistati in proprietà.

Secondo il documento, scrive Tasr, ci sarebbero tre potenziali varianti per un nuovo vettore aereo di bandiera, ma quella ritenuta migliore è che l’azienda si regga sulle sue gambe operando sul mercato internazionale senza ulteriori sussidi dallo Stato. Una società di trasporto aereo di tale genere deve essere «redditizia e competitiva, in grado di operare secondo i principi di una normale società commerciale», recita lo scritto ministeriale. Il ventaglio di voli di linea potrette comprendere 14 collegamenti, di cui dieci da Bratislava, tre da Kosice e uno da Poprad. La gestione di un vettore con due aerei avrebbe un costo stimato annuo di 49 milioni di euro, e si prevedono perdite nei primi due anni di attività (tra 22 milioni con gli aeroplani in affitto e 32 milioni se li si acquista.

La linea aerea dovrebbe poter contare su riserve disponibili per coprire le perdite, soprattutto se dovesse offrire voli a prezzi competitivi, si legge nel documento, ma «ma è molto improbabile che il vettore competa con le tariffe offerte dai leader del mercato». In ogni caso, si raccomanda la scelta di aerei con una capacità di 80-120 posti, dunque velivoli di stazza superiore tra quelli nella categoria degli aeromobili per il servizio regionale. Viene citato, quale una delle scelte migliori, l’Embraer 190 un biturbina da 114 posti e una velocità di crociera di 955 km/h, utilizzato da diverse compagnie regionali. Secondo lo studio, il vettore nazionale dovrebbe concentrarsi su tutti e tre i segmenti: voli nazionali, voli business e voli turistici per sostenere il turismo in arrivo.

Uscendo dal consiglio dei ministri, il capo del ministero dei Trasporti Árpád Érsek (Most-Hid) ha affermato che la creazione di un vettore aereo nazionale richiederebbe costi piuttosto elevati, che dovrebbero essere in parte sostenuti dallo Stato. Egli ha detto che presentare lo studio era suo dovere in quanto parte del programma del governo, ma ora si dovranno analizzare i risultati e solo allora decidere cosa fare.

(Red)

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