Martin Glváč sui carboni, indagini sui suoi contatti con Alena Zs.

Il vicepresidente del Parlamento Martin Glváč, membro della direzione del partito Smer-SD, è entrato nei radar dei media la scorsa settimana dopo la pubblicazione di notizie sul suo coinvolgimento personale con la donna che è imputata di avere ordinato l’omicidio del giornalista Jan Kuciak, una vera e propria “Mata Hari” che agiva non per la patria ma per guadagno personale. Il suo compito era avvicinare senza scrupoli persone influenti e intessere con loro relazioni, virtuali o reali tenendo registrazioni delle comunicazioni. Il tutto presumibilmente per conto di Marian Kočner, anch’egli in galera, e da fine dicembre in regime di isolamento mentre gli inquirenti stanno trovando nuove prove dei suoi traffici e ricatti. Tra i vari collegamenti della donna con Kočner, oltre a una collaborazione da “interprete” dall’italiano e al fatto che Kočner è padrino di suo figlio quindicenne, c’è il fatto, assodato dagli inquirenti, che Alena Zs. ha aiutato Kočner a distruggere la documentazione della Real Forum Invest in comproprietà con Ladislav Bašternák, società che costruì il condominio di lusso Bonaparte dove vive in affitto l’ex primo ministro Robert Fico.

Martin Glváč, che in un primo momento ha negato tutto e minacciato azioni legali, avrebbe scambiato messaggi “civettuoli” fino a pochi giorni prima dell’arresto di Alena Zsuzsova, e perfino selfies inviati dal suo banco in Parlamento, ma secondo lui tutto è avvenuto con la consapevolezza delle forze di sicurezza, cui si era rivolto vista la sua posizione di alto funzionario del Parlamento. Nella sua testimonianza alla polizia, la donna aveva detto in novembre di avere incontrato di persona il politico almeno tre volte. Intanto gli aveva inviato suoi selfies in pose sexy, che però nella realtà sono foto rubate dai profili Instagram di varie “miss” straniere (russe, in particolare), tutte in qualche modo somiglianti tra di loro. Ora gli investigatori stanno facendo verifiche su eventuali visite di Alena Zsuzsova nell’edificio del Parlamento, il cui ingresso è soggetto a un controllo rigoroso. Hanno richiesto i registri dei visitatori alla presidenza del Consiglio nazionale della Repubblica Slovacca e stanno esaminando la lista dei nomi di chi è entrato nell’edificio, e per fare cosa. Una fonte d’indagine avrebbe rivelato che la donna doveva andare in Parlamento per visitare alcuni parlamentari.

La posizione in seno a Smer-SD di Glváč, capo della struttura di Smer-SD nella regione di Bratislava e ministro della Difesa nel governo monocolore della scorsa legislatura (2012-2016), sarà decisa dai vertici del partito terrà entro questa settimana, dopo avere visionato le sue spiegazioni riguardo a contatti e comunicazioni avute con Alena Zsuzsova, aveva detto domenica sulla tv Markiza il deputato Smer-SD Erik Tomas, ritenuto molto vicino al leader Robert Fico. Tomas ha sottolineato che la veridicità dei messaggi di testo non è ancora confermata ed è oggetto di indagine delle forze dell’ordine, e che lo stesso trattamento riservato al politico Smer dovrebbe essere diretto anche contro gli altri politici di altri partiti che hanno comunicato con Zsuzsova in passato.

Ieri il primo ministro Peter Pellegrini, suo compagno di partito, ha detto che Glváč dovrebbe spiegare la sua comunicazione con la donna nei prossimi giorni. Ma visto che la corrispondenza digitale con la donna è parte di un fascicolo di indagine, l’ex ministro chiederà l’autorizzazione alle autorità competenti per poterne parlare pubblicamente. Pellegrini ha detto che il collega lo ha «informato dettagliatamente delle circostanze in cui era stato contattato e di come aveva risposto», e che sarà disponibile a rispondere alle domande dei giornalisti una volta ottenuta l’autorizzazione dalle autorità giudiziarie. Il premier ha voluto sottolineare che il collega potrà provare di non avere mai messo in pericolo la sicurezza nazionale. Glváč gli ha riferito di essersi rivolto agli organi di sicurezza immediatamente dopo essere stato contattato dalla persona in questione, e non solo dopo l’arresto a fine settembre 2018.

Il quotidiano Dennik N ha riportato la scorsa settimana informazioni dall’indagine riguardo al fatto che Alena Zs. ha comunicato con diverse persone influenti nel corso degli ultimi anni, tra cui il sostituto procuratore generale Rene Vanek (che alcuni giorni fa è stato rimosso), Glváč, il deputato e presidente del partito Sme Rodina Boris Kollár, il governatore di Bratislava Juraj Droba e il presidente del Parlamento Andrej Danko, leader del partito SNS.

Il presidente della commissione parlamentare speciale per il controllo delle attività dell’intelligence militare Eduard Heger (Olano) ha informato di intendere discutere della questione e della veridicità delle informazioni diffuse sui media nella prossima riunione del comitato di cui Glváč è membro, oltre ad essere stato ministro della Difesa, vista la delicatezza della materia rispetto alla sicurezza della Slovacchia. Si tratta di un uomo politico ai vertici, ha detto Heger, che ha partecipato a riunioni in cui sono stati discussi documenti riservati e segreti. Heger si è anche spinto oltre, e ha chiesto al primo ministro di fare in modo che membri del suo partito (Smer-SD) che hanno avuto rapporti non chiari con persone discutibili non partecipino alle riunioni della commissione per il controllo dell’intelligence militare. «Fino a quando il vicepresidente del Parlamento, signor Glvac, non spiega i suoi rapporti [con Alena Zs.] non dovrebbe partecipare alle riunioni del comitato, poiché discutiamo di documenti riservati e segreti».

(Red)

Foto NATO cc by nc nd
Martin Glváč col segretario NATO Jen Stoltenberg nel 2016

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