La coalizione vuole il diritto di replica sulla stampa per i politici

 

La coalizione di governo sta muovendosi per reintrodurre il diritto di replica sui media per i politici e i funzionari pubblici che ritengono di essere stati attaccati a torto, distorcendo la verità, su articoli di stampa, pagine web o servizi video. Il presidente del partito socialdemocratico Smer-SD Robert Fico aveva annunciato durante l’ultimo congresso in dicembre di voler porre fine al “terrore mediatico e linciaggio” messo in atto dai giornalisti. L’ex primo ministro non ha mai nascosto la sua forte antipatia verso la stampa che a suo dire gli ha fatto sempre opposizione, mancando di raccontare le cose buone fatte dai suoi governi. Fico arrivò anche, in una conferenza stampa tutta fuoco e fiamme, a definire i giornalisti «sporche prostitue anti slovacche». Ora il diritto di replica è stato inserito in un progetto di emendamento alla legge sulla stampa.

In più, il leader del Partito nazionale slovacco e capo del Parlamento Andrej Danko vorrebbe aggiungere il diritto di replica anche per gli editoriali e i pezzi scritti da commentatori della politica, una pratica che è data per scontata, dice, nei paesi sviluppati e nell’Unione europea. Danko ritiene una norma del genere “necessaria”, ma l’altro membro di governo, il partito Most-Hid, che accetta l’idea di Smer-SD, è tuttavia contrario all’applicazione della norma anche agli editoriali.

Il progetto di legge, presentato al parlamento dai deputati Smer-SD Miroslav Číž e Dušan Jarjabek, afferma che il diritto di risposta si applica solo alle affermazioni di fatti che danneggiano l’onore, la buona reputazione o la privacy, ed esclude invece dalla norma le opinioni. Danko è finito negli ultimi mesi nel tritacarne mediatico a causa della sua tesi di dottorato che è stata giudicata un plagio. Anche lui avrebbe deciso di fare come Fico, cioè scegliere di rispondere solo a certe testate media e non ad altre, e selezionando le domande a cui risponderà, un atteggiamento che l’ex premier tiene da diversi anni. Smer aveva fatto approvare il diritto di replica ai media nel 2008; allora i quotidiani avevano pubblicato pagine in bianco per protesta. Successivamente, sotto il governo di Iveta Radicova tale diritto è stato mantenuto solo per le persone fisiche.

L’International Press Institute ha fatto sapere che in realtà gli Stati Uniti non riconoscono il diritto di risposta, e afferma che i media dovrebbero essere liberi di decidere cosa pubblicare o meno. Dopo l’omicidio del giornalista Ján Kuciak e della sua fidanzata Martina Kušnírová, la Slovacchia ha visto un regresso nella libertà di stampa.

Secondo un analista del mondo media, Radovan Kutaš del Media Institute, l’emendamento è politicamente motivato e pericoloso, perché la sua formulazione toccherebbe anche la vera informazione, e dovrebbe essere modificata per concedere il diritto di risposta solo in casi di informazioni errate o incomplete. La questione degli editoriali, poi, è scivolosa, perché anche all’interno dei commenti possono essere riportati fatti. Kutaš ha detto poi che in paesi come la Repubblica Ceca il diritto di risposta si trasforma nella realtà in un più limitato diritto di correzione.

(Red)

 

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