Le iniziative del ministero per risolvere la carenza di medici in Slovacchia

La Slovacchia è in grave sofferenza per la mancanza di un numero sufficiente di medici per coprire le esigenze della sanità pubblica. Un problema che attanaglia anche altri paesi europei, e che riguarda sia i medici di medicina generale e pediatri che gli specialisti. Come ragguaglia il servizio news di Rtvs, nelle grandi città la situazione può ancora essere considerata accettabile, nelle strutture sanitarie delle piccole città e più ancora negli ambulatori di provincia in alcuni casi la condizione è ormai drammatica. Da un lato, un grande numero di medici sta lasciando la professione avendo raggiunto l’età del pensionamento senza poter garantire la continuità del servizio con nuove leve, e dall’altro molti dottori soprattutto giovani non hanno voglia di rimanere in Slovacchia per esercitare qui la professione medica, preferendo salari e condizioni molto migliori offerte in altri paesi europei.

Per cercare una soluzione a questo problema, il ministero della Salute già nel 2014 ha avviato un programma finanziato da fondi UE e oggi dallo Stato per garantire una presenza equilibrata di medici generici e pediatri in tutte le regioni, cercando di abbassare l’età media dei professionisti che oggi è di 56 anni. Nel 2018 sono stati spesi 7 milioni di euro a questo scopo. Il programma è considerato uno strumento efficace per riempire i posti vacanti. Due volte all’anno il ministero organizza una giornata informativa per promuovere il programma a chi potrebbe essere interessato, principalmente gli studenti di medicina del 5° e 6° anno che possono scegliere la regione in cui si esercitare dopo la laurea. Chi accede al programma si impegna a mettersi a disposizione per 7 anni, lavorandone almeno 5 come medico generico nell’ambulatorio o struttura cui è stato assegnato.

In questo modo sono stati arruolati dal 2014 ad oggi 363 studenti, di cui 91 medici di medicina generale e 13 pediatri hanno completato gli studi a fine 2018. Dall’ottobre 2018 sono entrati nel programma 311 studenti, 207 dei quali vogliono diventare medici di base e 104 pediatri. Il programma è poi stato ampliato per alleviare la mancanza di medici specializzati in alcune discipline quali neurologia, chirurgia, cardiologia, ortopedia, medicina interna, psichiatria infantile, medicina d’urgenza e anestesiologia-terapia intensiva. Il programma vale anche per gli infermieri, che possono qualificarsi nelle aree di anestesia e terapia intensiva, cure psichiatriche, come infermieri chirurgici e strumentisti.

(Fonte Rtvs)

Foto World Bank Photo cc by nc nd

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