Corte costituzionale, si scaldano i motori per la scelta di 9 nuovi giudici

Si scaldano i motori per la sessione parlamentare di fine gennaio che dovrà nominare i diciotto candidati alla Corte costituzionale, tra i quali il presidente della Repubblica dovrà sceglierne nove da nominare giudici costituzionali per un mandato di dodici anni. A fare da volano alla discussione è stata in particolare la candidatura del presidente del partito socialdemocratico Smer-SD, premier per due legislature e mezzo, Robert Fico, da diverse parti ritenuto non adatto soprattutto perché non in grado di essere al di sopra delle parti.

A tenere banco in queste ore nella discussione pubblica è un aspetto non secondario dell’elezione in Parlamento dei diciotto nomi. C’è chi vorrebbe un voto trasparente e pubblico, e chi invece ritiene che il voto segreto sia la giusta maniera di dare parità di trattamento a tutti i candidati. Tra i secondi si è schierato oggi pubblicamente il presidente della commissione costituzionale Robert Madej (Smer-SD), secondo cui il voto segreto per i giudici della Corte costituzionale è il metodo più democratico. Al contrario, rappresentanti della società civile hanno chiesto una elezione aperta e pubblica per le stesse ragioni, oltre a un criterio di trasparenza maggiore, esortando il Parlamento a scegliere candidati che soddisfino i più alti criteri morali e professionali, i soli che possano garantire la protezione del diritto e della democrazia in Slovacchia.

Un sondaggio condotto dalla ong Via Iuris mostra che oltre l’83% degli intervistati vorrebbero che i candidati rispondessero pubblicamente a un numero di domande dettagliate, così da dimostrare la loro affidabilità e competenza.

L’ex ministro della Giustizia Lucia Zitnanska, oggi parlamentare indipendente, crede che le candidature dovrebbero essere votare in una elezione pubblica, argomentando che l’elezione segreta dei candidati a giudice costituzionale non attesti automaticamente la loro indipendenza. Non è una questione di democrazia, dice l’ex ministro, perché entrambi i sistemi sono democratici, e lo sono anche gli accordi tra gruppi parlamentari.

Nella seduta che inizierà il 29 gennaio i parlamentari saranno chiamati a eleggere diciotto candidati a giudice della Corte costituzionale, un ricambio epocale dato che dovranno essere sostituiti 9 dei giudici in scadenza a febbraio sui 13 componenti complessivi della Corte. Scegliendo dai 18 candidati, il presidente della Repubblica ne nominerà nove, tra i quali anche il prossimo presidente della Corte costituzionale, quarta carica dello Stato. Le 40 persone in odore di candidatura saranno chiamate in udienza pubblica davanti alla commissione parlamentare costituzionale nei prossimi giorni, prima dell’inizio dei lavori in ‘assemblea.

(Red)

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