SVPS: Slovacchia pronta a combattere il virus della peste suina africana

Dopo il ritrovamento di un cinghiale infetto dal virus della peste suina africana in territorio ungherese, ad appena 350 metri dal confine slovacco, il direttore dell’Autorità veterinaria e alimentare slovacca (ŠVPS) Jozef Bíreš ha affermato ieri in una conferenza stampa a Rimavská Sobota (regione di Banská Bystrica) che in Slovacchia non è al momento stata verificata la presenza di animali contagiati, ragion per cui per ora non si sono posti limiti alle attività di agricoltori o cacciatori, ma in ogni caso il paese è pronto a contenere una eventuale diffusione del virus.

Bíreš ha annunciato l’adozione di misure rigorose in caso di epidemie sul territorio slovacco, ma non vuole fermare la caccia nella regione perché darebbe la possibilità alla popolazione di cinghiali di aumentare rapidamente e, paradossalmente, provocare una diffusione della malattia. Nel frattempo il caso del cinghiale contagiato, un esemplare di otto mesi trovato morto nei pressi del villaggio di Hanogny, a sud del distretto di Rimavská Sobota, è oggetto di esame da parte di un gruppo di esperti nazionali, e solo dopo la conclusione dell’analisi si deciderà come procedere.

Come via precauzionale, il ministero dell’Agricoltura invita i consumatori ad evitare il consumo di carne suina proveniente da paesi al di fuori della Slovacchia (principalmente da Ungheria, Polonia e Ucraina). E dall’Associazione degli allevatori di suini arriva l’invito ai piccoli allevatori a proteggere i propri allevamenti di suini in modo da limitare il possibile contagio ad altre razze.

(Red)

Foto marisa04 CC0

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